Genova chiude per vento, l'autotrasporto non ci sta

Ancora una volta il porto di Genova è costretto a chiudere i battenti per il troppo vento. E' successo ieri, e le conseguenze sono state come sempre gravissime: la coda di mezzi pesanti in attesa di scaricare i contenitori ha superato i cinque chilometri, molti autisti hanno perso l'intera giornata di lavoro e la viabilità, nei pressi del bacino storico, è andata in tilt. Per Gioacchino D'Andria, presidente regionale della Fai, si è trattato dell'ennesimo caso di pessima gestione delle emergenze: “Abbiamo assistito, impotenti, al degenerare di una situazione vergognosa. A causa del vento è stato deciso di sospendere l'operatività del terminal Sech, ma nel giro di un'ora il caos si è esteso a tutto il porto. Il problema è che a Genova non esiste un'area dove i camion possono scaricare il carico anche quando il porto è chiuso. Così decine di Tir sono stati costretti a restare in città, con conseguenze drammatiche per il traffico, ma anche per le tasche degli autisti, che hanno buttato via una giornata intera di lavoro”. Le associazioni dell'autotrasporto chiedono da tempo l'istituzione di un piano di emergenza per affrontare giornate come quella di ieri. Fino ad oggi, le loro richieste sono rimaste inascoltate. “Non è chiaro di chi sia la competenza, se del Comune o dell'Autorità portuale – dice D'Andria -. Di sicuro sappiamo che, quando il porto chiude per vento, i primi a rimetterci sono gli autotrasportatori. Siamo esasperati, dico sul serio: vogliamo che qualcuno ponga fine a questa vicenda. I metodi non ci interessano. Vogliono costruire piazzali per i camion oltre Appennino? Ci vanno bene anche quelli. L'importante è finirla con questo scempio”.

 

A proposito di difficile convivenza fra mezzi pesanti e autotrasportatori: il 16 dicembre scadranno i termini per ricorrere al Tar contro l'ordinanza di Palazzo Tursi che vieta, dalle 17 alle 20, la circolazione dei mezzi pesanti nella delegazione di Sampierdarena. D'Andria spiega che “la Fai ha già pronto il testo del ricorso”: “La pazienza ha un limite. Se il Comune non farà un passo indietro, ci rivolgeremo senza esitare al giudice amministrativo”.


f. fe.

 

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