GIOIA TAURO ULTIMATUM DI MAERSK

L'alternativa? “Loro vogliono concentrare. Se non possono farlo qui, se ne andranno via da Gioia Tauro”. Contship e Maersk, che ha una quota sociale del 10% nel Medcenter, sono andati insieme a Roma a mettere sul tavolo di Silvio Di Virgilio e dei dirigenti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti le loro richieste: “Noi – continua Battistello – abbiamo bisogno di 6.000 metri di banchina, cioè circa il doppio di quello che abbiamo adesso. E devono essere banchine adatte ad accogliere le navi da 9.000 teu. Già adesso, la Albert Maersk è lunga 350 metri e richiede una banchina da 400 metri. Se poi avessi a disposizione una banchina da 600 metri posso mettere fianco a fianco la nave madre e il feeder”.

L'accenno al feeder è importante nella battaglia che la Battistello ha intrapreso perché in Italia si investa di più nei porti. Il transhipment da nave madre a nave madre, infatti, non è allettante per il territorio. Il valore aggiunto di Gioia Tauro, come ripete da anni il presidente dell'Autorità portuale, Giuseppe Guacci, è stato quello di aver generato traffico di destinazione finale per gli altri porti italiani, grazie proprio ai servizi feeder.

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