Informativa su privacy: normativa "assurda"

MILANO La legge sul consenso al trattamento dati personali ha provocato nel mondo delle imprese numerose reazioni certamente non positive per l’aggravio di costi e di lavoro che l’ottemperanza alla norma comporta. Ultime in ordine di tempo sono le considerazioni inviateci da Paolo Federici, responsabile della Fortune International Transport, una delle aziende più conosciute nel settore Nvocc

 

«In base alla legge sulla privacy entro il 31.12.2005 – scive Federci – devo dare (o negare) il consenso al trattamento dei dati (necessari per mantenere un normale rapporto di lavoro con un cliente e/o con un fornitore). La mia “aziendina” ha nel database (aggiornato ad oggi!) 12.722 nominativi di clienti / fornitori / contatti vari ai quali, in base alla legge, dovrei trasmettere, a mia volta, sia l’informativa che la richiesta di autorizzazione.

 

Ma vi sembra possibile che io mi metta a scrivere 12.722 lettere (con un costo di quasi 7.000 euro solo per i francobolli senza contare il costo di ben 25 risme, una risma è un blocco da 500 fogli, di carta) o magari che faccia 12.722 fax, o 12.722 mail! Ipotizziamo di fare 12.722 fax: a parte il costo (diciamo un costo telefonico di un euro a fax? Siamo già a oltre 12.000 euro!?) dovrei mettere una persona al fax per la trasmissione. Se ogni fax per essere spedito impiega due minuti (e sono stato ottimista!) significa 24.444 minuti di lavoro cioè 425 ore cioè 53 giornate lavorative cioè tre mesi di lavoro ininterrotto per una persona.

 

E se io devo accollarmi questo “onere” e predisporre questo “numero” enorme di comunicazioni (ma quante persone dovrei assumere per smaltire questa enormità di lettere?), quante ne dovrà fare una Fiat o una Pirelli?

 

E non basta, dovrei accertarmi che tutti i 12.722 mi rispondano, preparare un archivio da tenere aggiornato e “sollecitare” quelli che tardano con la risposta. Ed ancora, dovrei tenere un elenco aggiornato di tutti quelli che hanno chiesto a me l’autorizzazione al consenso, facendo il controllo incrociato dei dati. Ma qualcuno si rende conto dell’assurdità di una tale “regola”? Ah dimenticavo: dei 12.722 contatti presenti nel mio database, finora solo cinque o sei mi hanno mandato l’informativa con la richiesta del consenso.

 

Forse che questo significa che solo 0,05 per cento si sta mettendo in regola? Qualcuno mi ha detto che potrei dare l’incarico di fare il lavoro ad una azienda esterna. D’altronde la legge non ammette ignoranza quindi il lavoro va fatto. Farlo a regola d’arte (12.722 “comunicazioni” da trasmettere, “12.722″ risposte da controllare, “12.722″ nominativi da archiviare sollecitando chi non risponde) secondo me costa non meno di 100.000 euro. E chi me li paga? Se “non” mi metto in regola, forse rischio una multa (?) o forse incapperò in un qualche condono futuro!

 

Ma certamente non spenderò 100.000 euro per fare una cosa che, obiettivamente, è semplicemente assurda»!

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