TRENITALIA SOSTENGA IL SISTEMA PORTUALE

 
GENOVA – Sono arrivati a Palazzo San Giorgio con un'ora abbondante di ritardo: colpa del solito aereo fuori orario. Davvero una beffa, per i deputati della Commissione trasporti della Camera, che a Genova erano attesi da operatori, sindacati e istituzioni per fare il punto sulla difficile situazione infrastrutturale ligure. Quello di ieri è stato il primo di una serie di appuntamenti organizzati nell'àmbito della revisione della legge 84/1994. Dopo Genova, la Commissione trasporti visiterà Napoli, Gioia Tauro e Trieste, con gli stessi obiettivi: capire cosa non funziona, spiegare dove si può intervenire, tastare gli umori degli addetti ai lavori.

“Quella dei porti italiani è indubbiamente una situazione difficile, soprattutto se rapportata ai concorrenti stranieri – ha detto Giorgio Bornacin, a margine dell'audizione in Comitato portuale -. Di recente abbiamo visitato gli scali di Rotterdam e Valencia, giusto per capire in cosa siamo diversi da loro. Obiettivamente sembrava di essere su un altro pianeta. Il gap che ci allontana dal resto d'Europa è soprattutto a livello di infrastrutture ferroviarie. Per questo motivo abbiamo chiesto a Trenitalia un incontro urgente, fissato per il prossimo 1° dicembre, in occasione del quale illustreremo ai vertici dell'azienda gli interventi prioritari individuati dalla Commissione”. Ma quali sono questi interventi? Essenzialmente due, ha spiegato Bornacin: l'aumento dei mezzi ferroviari destinati al trasporto merci e il miglioramento dei collegamenti fra i valichi alpini e le aree portuali.

Mazzarello, da parte sua, ha parlato di “situazione gravissima, disastrosa”. “E' inammissibile che i porti italiani siano costretti a battersi con i concorrenti spagnoli e nord europei in una tale condizione di inferiorità – ha aggiunto l'esponente diessino -. Non a caso i tassi di crescita dei porti stranieri sono ben più alti dei nostri”.

I deputati della Commissione trasporti hanno ribadito, poi, l'intenzione comune di maggioranza e opposizione di “favorire l'autonomia finanziaria delle Autorità portuali in seno alla revisione della legge 84″, anche se Mazzarello ha sollevato dubbi sulla “reale intenzione del governo di seguire questa strada”. Lo stesso deputato del centrosinistra ha garantito che troverà spazio nel nuovo testo normativo il principio dell'indennità per il mancato avviamento dei lavoratori.

Fra le proposte illustrate ieri si sono segnalate quella del deputato Ettore Rosato, della Margherita, (“abbiamo presentato un emendamento in Finanziaria per la creazione di un fondo di due miliardi di euro destinati ai porti italiani”) e il ritorno di Bornacin su una questione cara ad Alleanza nazionale come l'istituzione di un ministero del Mare. “Il nuovo dicastero dovrebbe occuparsi non solo di trasporto marittimo, ma anche di nautica e di tutte le attività produttive ad essa correlata – ha spiegato Bornacin -. Siamo certi che gli operatori del settore accoglierebbero di buon grado la nascita di questo nuovo interlocutore”. Un proposito che in molti condividono, ma che difficilmente, in questo momento storico, sfocerà in un'azione concreta.

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