Vincenzi: "Accordo ancora possibile per emendare la direttiva sui porti"

 

La sorte della de Palacio 2, la direttiva sui servizi portuali che arriverà all'Europarlamento il prossimo gennaio, non è ancora segnata, anche se una bocciatura rimane la soluzione più probabile e, da molti, auspicata: “Un mio amico sindacalista – dice la parlamentare Marta Vincenzi – sostiene che gli accordi sono come le mele: vanno colti quando sono maturi, altrimenti cadono senza che nessuno li possa cogliere. Io dico che un accordo, anche se non sarà facile, lo possiamo cogliere prima di gennaio”.

 

Ieri Marta Vincenzi, di fronte ai rappresentanti italiani delle più importanti associazioni di settore marittime riuniti a Genova a Palazzo S. Giorgio, sede dell'Autorità portuale, ha annunciato i prossimi passi europei della direttiva che molti, tra gli operatori stessi, vorrebbero fosse ritirata e che sarà votata dall'Europarlamento in seduta plenaria il 17-18 gennaio prossimo.

 

La convinzione della necessità di una bocciatura ha preso piede tra gli operatori dopo la decisione della Commissione trasporti di ritirare tutti gli emendamenti e presentare all'Europarlamento la direttiva così come era stata scritta nell'ottobre 2004 dal commissario ai trasporti spagnolo Loyola de Palacio, una proposta criticata da molti per gli eccessi di liberismo introdotti e per la scarsa attenzione dedicata al tema della concorrenza tra i porti e gli investimenti pubblici.

 

Marta Vincenzi però è dell'idea che, con appositi emendamenti, si possa “salvare” la direttiva e rispedirla in Commissione europea per i dovuti cambiamenti: “Non possiamo fare a meno di un quadro di regole comuni a livello europeo”. Per questo l'europarlamentare ha annunciato che, il prossimo 8-9 gennaio, spingerà perché il suo gruppo politico, il Pse, lasci da parte l'atteggiamento di chiusura tenuto fino ad ora e presenti emendamenti migliorativi al testo alla ricerca di un accordo con i liberali e parte dei popolari: “Ma se l'intesa non arrivasse su punti che noi riteniamo prioritari come il tema degli aiuti di Stato – avverte la Vincenzi – allora mi batterò per il no. In tal caso, però, chiederemo al commissario dei trasporti, Jacques Barrot, la stesura di un Libro Bianco per la portualità che tracci la linea politica europea per lo shipping”.

 

La bocciatura rimane però la soluzione più probabile visto la difficoltà di sintetizzare tutti i diversi interessi territoriali e di categoria in un testo unico. L'Europarlamento ha già respinto nel novembre del 2003 una proposta molto simile a quella che andrà in Aula a gennaio, e un replay potrebbe essere probabile. In tal caso, però, per chi della de Palacio 2 teme soprattutto l'eccesso di liberalizzazione, il rischio è di finire in un guaio peggiore: come sottolineato durante gli interventi nel convegno di ieri, infatti, senza regole specifiche per il settore la normativa europea di riferimento è la direttiva Bolkestein, che prevede per il settore dei servizi una liberalizzazione molto più incisiva di quella tracciata dall'ex commissario spagnolo nella sua proposta.


Samuele Cafasso

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