Nel 2016 Fincantieri ha registrato un miglioramento dei risultati con un ritorno all’utile

Bono: nel 2015 l’azienda ha archiviato la più lunga crisi del settore

Fincantieri ha chiuso il 2016 con un utile netto di 14 milioni di euro rispetto ad una perdita netta di -289 milioni di euro nell’esercizio annuale precedente. L’utile netto ante oneri non ricorrenti e straordinari è risultato pari a 60 milioni di euro rispetto ad un risultato di segno negativo per -252 milioni di euro nel 2015. I ricavi sono cresciuti del +5,9% attestandosi a 4,43 miliardi di euro rispetto a 4,18 miliardi di euro nel 2015. EBITDA ed EBIT sono stati entrambi di segno positivo e pari rispettivamente a 267 milioni e 157 milioni di euro rispetto a risultati di segno negativo per -26 milioni e -137 milioni di euro nell’anno precedente.
Lo scorso anno il gruppo navalmeccanico italiano ha ottenuto nuovo ordini per un valore pari a 6,50 miliardi di euro, con un calo del -35,5% rispetto al 2015. Il valore del portafoglio ordini al 31 dicembre 2016 risultava pari a 24,00 miliardi di euro, in crescita del +8,8% sul 31 dicembre 2015. A fine 2016 il carico di lavoro complessivo risultava essere pari a 24,03 miliardi di euro (18,72 miliardi a fine 2015) e a circa 5,4 anni di lavoro.
Fincantieri ha precisato che negli ordini complessivi incamerati lo scorso anno, al lordo dei consolidamenti, il settore Shipbuilding pesa per l’80% (91% al 31 dicembre 2015), il settore Offshore per il 17% (4% al 31 dicembre 2015) e il settore Sistemi, Componenti e Servizi per il 10% (8% al 31 dicembre 2015). Per quanto riguarda il settore Shipbuilding, con riferimento all’area di business delle navi militari, nel 2016 il gruppo ha acquisito un’importante maxi commessa dal Ministero della Difesa del Qatar per la fornitura di sette navi di superficie di nuova generazione e servizi di supporto post consegna (per la durata di 15 anni) da effettuarsi in loco. Inoltre, sempre con riferimento alle navi militari, sono stati ottenuti ordini per una nuova unità del programma Littoral Combat Ship della classe “Freedom” (LCS 25) a seguito dell’esercizio dell’opzione da parte dell’US Navy e per un’unità ATB (Articulated Tug Barge) per il trasporto dei beni del settore chimico/petrolifero che sarà realizzata presso lo stabilimento di Sturgeon Bay. Nell’ambito del business delle navi da crociera, Fincantieri ha finalizzato nel periodo un contratto con Carnival Corporation per la realizzazione di un’ulteriore unità, in aggiunta alle quattro previste dal memorandum of agreement di dicembre 2015, destinata al brand Princess Cruises, e un accordo con il gruppo armatoriale Norwegian Cruise Line Holdings per la realizzazione della seconda nave da crociera ultra lusso destinata al brand Regent Seven Seas Cruises. Nel settore Offshore, il gruppo norvegese Vard, che è controllato dall’azienda italiana, ha finalizzato due importanti contratti rispettivamente con l’armatore Ponant per la realizzazione di quattro navi expedition cruise e con l’armatore tedesco Hapag-Lloyd Cruises per la realizzazione di due unità, il cui contratto è divenuto effettivo a inizio ottobre 2016. Fincantieri ha specificato che tali commesse sono il «risultato delle strategie di diversificazione del business in risposta alla crisi di mercato del settore dell’Oil&Gas» e che per entrambe le commesse sono previsti il supporto e la fornitura di componenti critici da parte di Fincantieri. Inoltre nel 2016 Vard ha acquisito importanti ordini per la progettazione e realizzazione di un totale di 20 module carrier vessels che garantiscono un rilevante carico di lavoro per i cantieri in Romania e Vietnam, 17 dei quali per l’armatore Topaz Energy and Marine e tre per l’armatore Kazmortransflot, oltre ad un ordine per la costruzione di un peschereccio destinato a Havfisk ASA. Infine nell’esercizio 2016 il settore Sistemi, Componenti e Servizi ha visto la finalizzazione di ordini per euro 664 milioni (rispetto a euro 773 milioni dell’anno precedente).
L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha manifestato soddisfazione per i risultati registrati nel 2016, che – ha specificato – sono stati conseguiti «grazie all’efficace implementazione della strategia alla base del nostro Piano Industriale 2016-2020. Il carico di lavoro complessivo – ha sottolineato – ha superato ancora una volta livelli record, attestandosi a 24 miliardi di euro, a conferma della capacità del gruppo di concludere importanti accordi. Il 2016 ha inoltre evidenziato una significativa ripresa della performance operativa, con la consegna puntuale di quattro navi da crociera prototipo molto complesse, e di quella economico-finanziaria, con ricavi in crescita, EBITDA margin pari al 6% e utile di esercizio in miglioramento di oltre 300 milioni di euro: una decisa svolta rispetto al 2015, anno in cui – ha rilevato Bono – Fincantieri ha archiviato la più lunga crisi del settore. I traguardi raggiunti superano i target previsti per l’anno e ci consentono di confermare gli obiettivi di medio termine e la distribuzione di dividendi a partire dall’utile 2017». Bono ha rivolto «un ringraziamento a tutti i lavoratori, dell’azienda e dell’indotto, che hanno contribuito efficacemente al raggiungimento dei risultati e a fare di Fincantieri un’eccellenza italiana riconosciuta a livello globale. Ciò – ha concluso – risulta ancora più significativo se si considera che il nostro prodotto e i nostri processi sono tra i più complessi al mondo».
In merito alle prospettive future, Fincantieri ha spiegato che, «considerati i risultati conseguiti nel 2016 e l’avanzamento dell’implementazione delle iniziative strategiche previste e comunicate al mercato in sede di presentazione del Piano Industriale 2016-2020», sono confermate «le linee di intervento tracciate in tale Piano e le relative previsioni di crescita di breve e medio termine, ovvero per il 2018, a livello consolidato, ricavi in crescita del 16-23% rispetto al 2016, con margine EBITDA pari a circa il 6-7% e una posizione finanziaria netta negativa pari a circa euro 0,4-0,6 miliardi, legata alle dinamiche del capitale circolante netto, e per il 2020 ricavi in crescita del 16-21% rispetto al 2018, margine EBITDA pari a circa il 7-8% e una posizione finanziaria netta negativa pari a circa euro 0,1-0,3 miliardi».
«Per l’esercizio 2017 – ha precisato Fincantieri – si prevedono risultati in linea con le proiezioni economico-finanziarie del Piano Industriale 2016-2020, tenendo conto della positiva performance conseguita nel 2016. In linea con tali aspettative, il gruppo conferma l’attesa di una distribuzione di dividendo a partire dall’utile dell’esercizio 2017. Per quanto riguarda nello specifico il settore Shipbuilding si prevede nel 2017 un’ulteriore crescita dei volumi e il miglioramento della marginalità per la messa in produzione di navi da crociera, derivate dalle unità prototipo, ed acquisite dopo la crisi a prezzi superiori, e per l’incremento dei volumi del business militare a seguito del pieno avvio del programma di rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana e delle attività di progettazione della commessa per il Ministero della Difesa del Qatar. Il gruppo, inoltre, prevede la prosecuzione delle azioni finalizzate all’incremento di redditività in particolare attraverso l’ulteriore sviluppo di importanti sinergie produttive con la controllata Vard tramite l’utilizzo del cantiere rumeno di Tulcea a supporto del network produttivo italiano per la produzione di tronconi di navi da crociera di grandi dimensioni. Al fine di rispondere alle necessità indotte dagli importanti carichi di lavoro prospettici – ha chiarito ancora Fincantieri – la società proseguirà inoltre nelle azioni di ottimizzazione del sistema produttivo e di progettazione in Italia».
«Con riferimento al settore Offshore – ha proseguito Fincantieri – la controllata Vard prevede nel 2017 da un lato la progressiva crescita dei volumi relativi alle azioni di diversificazione del business messe in atto negli esercizi precedenti al fine di rispondere alla crisi del settore core dell’Oil&Gas, in particolare per il segmento expedition cruise, e dall’altro la prosecuzione delle azioni necessarie a ridurre la base costi ed ottimizzare il sistema produttivo, al fine di incrementare la competitività della società per cogliere le opportunità che si presenteranno alla ripresa del mercato. Permane comunque la significativa esposizione della società alla costruzione di navi del settore dell’Oil&Gas per quanto riguarda il portafoglio ordini in essere».
Infine, per il settore Sistemi, Componenti e Servizi, Fincantieri prevede «lo sviluppo dell’importante backlog acquisito per il rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana, oltre che il proseguimento della strategia di riconfigurazione del presidio sulla value chain attraverso l’internalizzazione delle attività ad alto valore aggiunto e l’esternalizzazione delle attività a minor valore, al fine di rafforzare il presidio sul prodotto e sviluppare ulteriormente il business del post vendita».

Articolo realizzato da InforMare S.r.l. – Riproduzione riservata

 

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