Prosegue il trend opposto di traffico e risultati economici del terminalista cinese HPH Trust

Nel periodo luglio-settembre sono stati movimentati 6,8 milioni di container (+14,3%)

Si è accentuato il rialzo del traffico containerizzato movimentato dai terminal portuali gestiti dalla Hutchison Port Holdings Trust (HPH Trust) di Hong Kong che è in atto consecutivamente da tre trimestri. Nel periodo luglio-settembre del 2017 il traffico è risultato pari a 6,8 milioni di teu, con una progressione del +14,3% sullo stesso periodo dello scorso anno. Il traffico movimentato dai soli terminal del gruppo nel porto di Hong Kong (Hongkong International Terminals, Asia Container Terminals e COSCO-HIT Terminals) è ammontato a 3,0milioni di teu (+12,8%) e il traffico movimentato nel porto di Yantian dalla filiale Yantian International Container Terminals si è attestato a 3,8 milioni di teu (+15,5%).
Nei primi nove mesi di quest’anno il volume di traffico complessivo è stato pari a 18,1 milioni di teu, in crescita del +8,3% sul periodo gennaio-settembre del 2016. Nel solo porto di Hong Kong sono stati movimentati 8,5 milioni di teu (+6,6%) e nel porto di Yantian 9,6 milioni di teu (+9,7%).
Nei primi nove mesi del 2017 HPH Trust ha registrato ricavi pari a 8,69 miliardi di dollari di Hong Kong (1,1 miliardi di dollari USA), con una flessione del -2,9% sul corrispondente periodo del 2016. L’utile operativo è stato di 2,82 miliardi di dollari di Hong Kong (-13,3%) e l’utile dopo le imposte di 1,62 miliardi di dollari di Hong Kong (-27,7%).
Sono risultate inferiori ai risultati del corrispondente periodo dello scorso anno anche le performance economiche conseguite da HPH Trust nel terzo trimestre di quest’anno, periodo nel quale i ricavi sono ammontati a 3,22 miliardi di dollari di Hong Kong (-1,3%), l’utile operativo è stato pari a 1,15 miliardi di dollari di Hong Kong (-0,5%) e l’utile dopo le imposte a 678 milioni di dollari di Hong Kong (-16,4%).
L’azienda cinese ha specificato che il ricavo medio per container teu è risultato inferiore a quello dello scorso anno a causa principalmente di riduzioni tariffarie concesse ad alcune compagnie di navigazione e della revisione di alcuni piani tariffari conseguente alle operazioni di fusione e di acquisizione intervenute tra alcune compagnie marittime.

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