Avviato il progetto europeo Impatti NO sulla gestione dei rifiuti navali e portuali

Si sta sviluppando in questi giorni a Bastia, in Corsica, la prima fase del progetto Impatti NO (IMpianti Portuali trAnsfrontalieri di gesTione dei rifiuTI Navali e pOrtuali) che ha l’obiettivo di migliorare la gestione dei rifiuti prodotti nei porti grazie all’attuazione di piani d’azione pilota per lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue

In particolare, Impatti NO intende contribuire alla realizzazione della strategia dell’Unione Europea, in materia di economia circolare, e delle Nazioni Unite sul fronte degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile”. Oltre alle attività che saranno realizzate nell’ambito del progetto, i partner potranno capitalizzare le opportunità e i processi già attivati in ambito europeo con le iniziative promosse con i programmi Cte, Life e Cef.E.

Il progetto, che avrà una durata di 36 mesi e un budget di quasi due milioni di euro, ha per capofila l’Università di Cagliari con il Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità delle Università di Cagliari e Sassari) nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg Italia-Francia Marittimo 2014/20.

I partner del progetto, guidato dagli specialisti coordinati da Paolo Fadda e Gianfranco Fancello (responsabili scientifici, docenti dell’ateneo di Cagliari, CentraLabs, laboratori all’avanguardia di ingegneria, trasporti e mobilità in Cittadella universitaria di Monserrato), sono le Camere di Commercio di Bastia e dell’Alta Corsica, di Var e della Maremma e del Tirreno, Centralabs, le Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno settentrionale, del Mar Ligure Occidentale e del Mar Ligure Orientale.

«I porti – ha spiegato il professor Fadda – dovranno ispirarsi a un modello di economia circolare. In questo senso l’approccio di Impatti NO deve considerare lo “spreco” come una risorsa che permane nel sistema economico, riutilizzata in nuovi contesti: La valorizzazione economica dei rifiuti, i materiali trattati e reinseriti sul mercato come nuovo prodotto».

Il progetto punta alla crescita sostenibile attraverso la promozione di forme congiunte di raccolta e di trasformazione dei rifiuti nei porti. I temi chiave sono: identificare le migliori tecnologie di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue nelle aree portuali; sviluppare nuove opportunità economiche derivanti dal trattamento dei rifiuti; aumentare lo scambio di informazioni sul trattamento dei rifiuti attraverso la creazione di una rete di porti. «Le attività – ha specificato il professor Fancello – saranno svolte congiuntamente con i partner diretti del progetto e l’associazione di organizzazioni, comunità e strutture responsabili di problemi identici. In sintesi il progetto punta alla crescita sostenibile attraverso la promozione di forme congiunte di raccolta e trasformazione dei rifiuti nei porti».

Articolo realizzato da InforMare S.r.l. – Riproduzione riservata

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