BP presenta la propria rete iniziale di distribuzione di fuel marino conforme ai nuovi regolamenti MARPOL

Sono una dozzina i punti di rifornimento di Very Low Sulphur Fuel Oil

La compagnia petrolifera BP ha presentato la propria rete iniziale di punti di distribuzione di fuel marino a basso tenore di zolfo, combustibile che soddisfa i requisiti dei nuovi regolamenti MARPOL che limitano il tenore di zolfo dei combustibili marini allo 0,50% in massa e che entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio. Il reperimento di bunker conforme alle nuove norme è fonte di preoccupazione per l’industria armatoriale, che teme di non poter rifornire con questi combustibili le navi delle proprie flotte in molte aree del mondo.

Una preoccupazione che sembra fondata, almeno esaminando il network iniziale che BP Marine, uno dei principali fornitori mondiali di fuel marino, dedicherà specificamente alla distribuzione di Very Low Sulphur Fuel Oil (VLSFO) conforme alle nuove norme MARPOL, rete che relativamente a questo tipo di combustibile, oltre ai porti nordeuropei ARA e a Singapore, è incentrata principalmente e per ora solamente sulla Cina e l’Australia/Nuova Zelanda, su alcuni hub posti sulle principali rotte mondiali (Capetown, Panama e Salalah) e sullo scalo nordamericano di Seattle.

L’azienda del gruppo BP ha iniziato a sperimentare l’impiego di questa tipologia di combustibile nei porti hub nordeuropei di Amsterdam, Rotterdam e Anversa (ARA) e in quello asiatico di Singapore. «A seguito del successo di queste prove in mare e lavorando a stretto contatto con i nostri clienti – ha spiegato il direttore centrale di BP Marine Eddie Gauci – ora riteniamo di disporre di una concreta offerta commerciale che consentirà ai clienti di essere in regola con la MARPOL». Ovviamente a questi punti di rifornimento di fuel VLSFO si aggiungono i porti in cui BP Marine è in grado di fornire combustibili con un maggiore tenore di zolfo che possono essere utilizzati dalle navi su cui sono installati scrubber, cioè i sistemi di abbattimento di sostanze indesiderate dai gas di scarico.
Articolo realizzato da InforMare S.r.l. – Riproduzione riservata

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