Luca Miraglia (Innovation Agency): «Digitalizzazione, lo shipping è rimasto indietro; ma ha grandi potenzialità»

-«La digitalizzazione dello shipping avanza a un passo poco sostenuto»

-«Eppure il settore avrebbe un grande potenziale perché genera un’enorme mole di informazioni, utili ad esempio per le analisi dei Big Data»

-«Genova ha una grande occasione con la nomina a Centro di competenza nazionale per la protezione delle infrastrutture strategiche»

Luca Miraglia, fondatore di Innovation Agency e esperto di innovazione tecnologica, è intervenuto al convegno su “Imprese e trasporti tra digitalizzazione e 5g”, organizzato da CISCo e Propeller Club – Port of Genoa lo scorso 29 maggio alla Camera di Commercio di Genova. Il suo intervento si è è aperto sottolineando l’impatto che avranno, anche sui traffici marittimi, fenomeni globali come l’invecchiamento della popolazione e la rivoluzione tecnologica. Quest’ultima, in particolare, cresce a un ritmo maggiore rispetto all’adeguamento organizzativo di imprese e amministrazioni, seguendo la cosiddetta legge di Martec.

«Si crea un gap - spiega Miraglia in questa intervista per CISCo – che richiede un continuo reset dell’organizzazione delle imprese. Abbiamo meno tempo per comprendere l’impatto sociale delle tecnologie e adeguarci. E il settore marittimo sente ancora poco questo impatto rispetto a altri settori».

In che senso?

«Il livello di investimenti in tecnologie abilitanti può essere utilizzato come misura della trasformazione digitale in un determinato settore rispetto ad altri. In questo contesto alcuni analisti affermano che il settore dello shipping, nonostante alcune manifestazioni di rilievo, ha intrapreso la via della digitalizzazione con un passo meno sostenuto rispetto ad altri settori. Questo dato è confermato anche da alcuni sondaggi volti a misurare la percezione degli operatori rispetto all’impatto della trasformazione digitale nelle loro attività».

Che cosa può fare lo shipping per utilizzare maggiormente i Big Data?

«Generando una gran mole di dati da diversi punti sorgente quali navi, porti, satelliti, container, ecc nonché molteplici transazioni a tutti i livelli della sua filiera, il settore dello shipping si colloca tra quelli meglio posizionati per cogliere tutto il potenziale derivante da una profonda digitalizzazione ed integrazione dei suoi processi core. Tecnologie quali IoT, Big Data, deep learning tramite IA (intelligenza artificiale), blockchain possono contribuire a trasportare l’intero settore alle frontiere dell’innovazione con evidenti benefici in termini di ottimizzazione delle risorse impiegate, efficienza operativa con conseguente riduzione dei costi e aumento della produttività».

Nel suo intervento al convegno di CISCo, lei ha affermato la sempre maggiore presenza delle piattaforme online (come Amazon) anche nel settore della logistica. Avremo meno operatori globali, ma ci sarà spazio per quelli più piccoli. Quale sarà il ruolo dei piccoli operatori (che in Italia sono molti) e in che modo potranno rendersi appetibili al mercato?

«Lo scenario che si presenta, specialmente nell’ambito del settore logistico, appare caratterizzato da un processo di concentrazione degli attori in gioco, dovuto all’affermarsi delle piattaforme di intermediazione, e dal loro consolidamento in un numero limitato di entità capaci di operare su scala globale e di offrire servizi end-to-end. In questo contesto, i piccoli operatori, se vorranno ancora essere rilevanti, dovranno sforzarsi di rendersi appetibili sulle piattaforme puntando sull’innovazione e lo sviluppo di un portafoglio servizi diversificato, a più alto valore aggiunto, personalizzati e orientati alla soddisfazione del cliente».

Si parla spesso di blockchain nel settore dello shipping, ma i progetti delle grandi compagnie marittime in questo campo sembrano ancora a una fase preliminare. Ci potranno essere ricadute concrete di questa tecnica nella gestione delle spedizioni?

«Trattandosi di una nuova tecnologia ancora in fase di implementazione non sembrano essere emerse al momento situazioni di evidente vantaggio competitivo, ma è chiaro che chi per primo sarà capace di tradurre il potenziale della trasformazione digitale in benefici tangibili per i propri clienti si troverà in una posizione di indubbio vantaggio. In questo contesto la nomina di Genova quale Centro di competenza nazionale per la protezione delle infrastrutture strategiche può giocare un ruolo determinante per l’implementazione dei nuovi sistemi di comunicazione e lo sviluppo dei paradigmi di sicurezza informatica da essi richiesti».

E’ vero che l’Italia rischia di essere penalizzata perché meno attrezzata rispetto ad altri paesi per quanto riguarda la connettività? Il 5g potrebbe essere un’occasione per recuperare questo gap?

«Presupposto fondamentale della trasformazione digitale nel settore marittimo e dello shipping è la disponibilità di una connettività pervasiva, ad ampia banda e bassa latenza che consenta di trasferire in tempo reale tutti i dati generati dal comparto, sia IoT che Big Data, ai centri di elaborazione in cloud per una loro rapida analisi e attuazione. Se in mare aperto (off shore) si prevede un aumento ulteriore della capacità di trasferimento dati dei sistemi satellitari, sul fronte degli “smart ports” (shore side) si prevede che la tecnologia di quinta generazione o 5g sia quella che si svilupperà più rapidamente in quanto capace di rispondere a queste nuove esigenze».

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