L’ultima analisi del BIMCO sullo shipping containerizzato non lascia spazio a illusioni positive

Nel primo trimestre di quest’anno i trasporti di container via mare hanno segnato un modesto aumento del +0,5%
Nei primi tre mesi del 2019 il numero di container trasportati via mare ha registrato un rialzo del +0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un aumento dei volumi movimentati che è risultato pari a 191mila teu, un trend di crescita che è decisamente inferiore a quello degli anni scorsi, con una progressione del +6,6% segnata nel primo trimestre del 2017 ed una del +3,6% nei primi tre mesi del 2018.
Un tasso di crescita, quello del primo trimestre del 2019, che costituisce un elemento di criticità per un settore, quello dello shipping containerizzato, che è abituato a trend di sviluppo molto più elevati. Lo sottolinea l’ultima analisi di mercato sul settore dell’associazione marittima internazionale Bimco, che ricorda come questo comparto si sia abituato ad incrementi annuali a due cifre segnati in molti degli anni del periodo 1999-2007, periodo in cui la crescita media è risultata del +10,2%, e ad aumenti più contenuti, ma pur sempre sostenuti, tra il 2012 e il 2018, quando la crescita media è stata del +4,3%.
L’analisi rileva, in particolare, che nei primi tre mesi di quest’anno i volumi di trasporto marittimo containerizzato partiti dall’Estremo Oriente sono aumentati solo del +0,5% (64.000 teu in più), aumento che è stato positivamente influenzato dai 273.000 teu in più diretti in Europa (+7,1%) e dai 84.500 teu in più diretti in Nord America (+2,0%). Il documento evidenzia che se da un lato è molto positivo registrare una crescita della domanda relativa a questi traffici a lungo raggio, viceversa è deludente riscontrare che i noli per i trasporti dal Far East all’Europa non sono aumentati, con tariffe che hanno seguito lo stesso trend dello scorso anno mantenendosi costanti a gennaio e febbraio, periodo seguito da un calo nei mesi di marzo e aprile. L’analisi osserva che il valore di 743 dollari/teu del nolo spot relativo a questo mercato dello scorso 24 maggio costituisce un livello non remunerativo per le compagnie di navigazione, nonostante nel mese di maggio si sia verificato un rialzo dei noli. I noli spot per i trasporti verso la costa orientale e quella occidentale degli Stati Uniti, invece, sono risultati mediamente in crescita rispettivamente del +7,7% e del +22,7% relativamente al periodo gennaio-aprile di quest’anno rispetto al corrispondente periodo del 2018.
I volumi di trasporti marittimi containerizzati per il subcontinente indiano e il Medio Oriente sono invece calati del -10,1% (189.000 teu in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno) così come quelli dall’Estremo Oriente all’America Centrale e Meridionale, che hanno segnato una flessione del -9,9% (87.000 teu in meno). In lieve diminuzione (-0,2%) anche i traffici containerizzati intra-asiatici, contrazione – segnala l’analisi del Bimco – che riflette un indebolimento dei volumi movimentati dalle supply chain nella regione che è frutto di un minor numero di nuovi ordini per l’esportazione di merci ricevuti dai produttori asiatici negli ultimi mesi, riduzione – specifica il rapporto – che nei prossimi mesi avrà un impatto sui volumi di esportazioni.
Quanto all’evoluzione della flotta di portacontainer, il Bimco ritiene che nell’intero 2019 la flotta crescerà solo del +3,1%, percentuale che sarebbe la seconda più bassa mai registrata.
Relativamente al prossimo andamento del mercato del trasporto marittimo contianerizzato globale, il Bimco crede che siano scarse le aspettative di crescita della domanda, anche in considerazione dell’approccio più protezionista adottato nei confronti degli scambi commerciali mondiali, con una debole crescita nei prossimi trimestri che – secondo l’associazione – dovrebbe riportare il settore del trasporto marittimo containerizzato a registrare margini negativi.

Articolo realizzato da InforMare S.r.l. – Riproduzione riservata

 

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