Confetra Liguria esige certezza sui tempi di realizzazione delle grandi infrastrutture della regione

Laghezza chiede alla Regione Liguria che convochi un tavolo di confronto da cui scaturisca una tabella Excel
Confetra Liguria chiede, o meglio esige, che ci sia certezza sui tempi di realizzazione delle grandi infrastrutture della regione, che – ha evidenziato la rappresentanza regionale della confederazione della logistica e dei trasporti – è l’area nazionale logisticamente più determinante in grado di imprimere una svolta operativa in termini di efficienza a tutto il sistema logistico nazionale. «Con un sistema autostradale ligure che ha conquistato e consolidato il primato di maglia nera per il tasso di incidentalità, superiore di quattro punti a quello medio del sistema Paese – ha denunciato il oresidente di Confetra Liguria, Alessandro Laghezza – è venuto il momento di uscire dal dibattito oggettivamente di bassissimo profilo fra il fare e il non fare e affermare con assoluta certezza che le opere vanno fatte e vanno fatte in tempi certi. Se è possibile nel caso di emergenze come quella del Ponte Morandi che è sfociata nella messa a punto di dieci opere per 125 milioni destinate in tre anni a cambiare la viabilità del porto di Genova, deve diventare possibile anche nell’ordinaria amministrazione».

Il commento di inforMARE
Il primo ad essere consapevole che la sua richiesta non verrà esaudita sembra essere lo stesso Laghezza, che prima chiede scadenze certe e infine si accontenta di date presumibili di completamento delle opere.
Se la «proattiva e reattiva» Regione Liguria convocherà il tavolo di confronto preteso dal presidente di Confetra Liguria, è opportuno che prima di quella riunione Laghezza si accerti di cosa davvero vuole, per non ricevere le solite rassicurazioni e impegni che le istituzioni elargiscono a piene mani quando devono rispondere a richieste che sanno di non poter esaudire.
In quella sede Laghezza farebbe bene a sollecitare anche la Regione Liguria a chiarirsi le idee. Nella sezione dedicata alle infrastrutture del proprio sito web, infatti, l’ente presenta il cronoprogramma di ogni singola opera programmata o in corso di esecuzione nella regione. Cioè quanto Laghezza evidentemente chiederà all’istituzione regionale in occasione dell’incontro. Peccato che i cronoprogrammi non siano cronoprogrammi in quanto mancano tutte le date di scadenza delle previste fasi di realizzazione dei progetti e sono indicati solo i passi già compiuti.
Il diavolo, in burocrazia, sta nell’etimologia.
Bruno Bellio

«In quanto operatori del settore – ha spiegato Laghezza – ci troviamo quotidianamente costretti a confrontarci con una clientela che ci chiede risposte certe in termini di efficienza, costi e tempi del trasporto. È ora necessario che anche le istituzioni diventino protagoniste di un’operazione serietà, ovvero che ci mettano la faccia. Il caso del Ponte Morandi ha dimostrato come la capacità di reazione alle emergenze, nonché quella di aver garantito alle controparti certezze sui tempi di realizzazione delle strade alternative, ma anche sui tempi di demolizione e ricostruzione del ponte, abbiano reso possibile un miracolo per il porto di Genova: la salvaguardia e la fiducia della sua clientela e quindi una ripresa dei traffici anche quando le difficoltà causate dalla tragedia del Morandi erano quotidianamente tangibili».
Il presidente di Confetra Liguria ha sottolineato che dalle istituzioni non devono più arrivare «promesse generiche». Laghezza ha esortato le altre organizzazioni di categoria ad aderire alla richiesta di Confetra Liguria: «chiedo anche alle altre associazioni imprenditoriali del trasporto e della logistica – ha precisato – un’alleanza per costringere le istituzioni nazionali, regionali e locali a sedersi a un tavolo di confronto e a firmare non un generico patto per la Liguria, bensì un impegno preciso su date, scadenze, tempi di realizzazione delle opere».
Tra le principali opere infrastrutturali della regione per le quali è indispensabile avere certezze, Laghezza ha citato il Terzo Valico, il Nodo di Genova, la linea Pontremolese e il raddoppio ferroviario della linea con la Francia, ma – ha specificato – l’elenco è lungo e comprende anche le opere portuali che, in un quadro di riferimento ad alto rischio anche giudiziario per i manager portuali che assumono decisioni, sono diventate in molti casi a rischio fattibilità.
Concludendo Laghezza ha chiesto «che un’istituzione che in questi mesi si è dimostrata più proattiva e reattiva, come la Regione Liguria, convochi questo tavolo di confronto, entro e non oltre la fine di quest’anno e che da questo confronto scaturisca una tabella Excel. Nella prima colonna – ha puntualizzato – il nome dell’opera, quindi lo stato attuale dei lavori e del cantiere, la percentuale di realizzazione, i tempi per l’ultimazione dell’opera e la data presumibile di entrata in funzione».

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