Il bilancio del fermo dei
Tir proclamato da TraspotoUnito è devastante: un manifestante morto, le aziende
della Fiat chiuse, blocchi e disagi non solo alla circolazione ma anche agli
approvvigionamenti di merci e benzina in tutta Italia, ma in particolare al
Sud. A causa dei blocchi, gli stabilimenti Fiat di Melfi, Cassino, Pomigliano,
Mirafiori e Sevel sono rimasti chiusi, nel primo e nel secondo turno. «È una
situazione intollerabile» ha detto il presidente dell’Authority di garanzia
sugli scioperi, Roberto Alesse, senza però assumere provvedimenti
conseguenti.  L’Italia, ha detto Antonio Tajani, vicepresidente della
Commissione europea, «deve garantire la libera circolazione delle merci».
Presidi e blocchi alla circolazione si sono tenuti in tutta Italia, con gravi
ripercussioni sul sistema distributivo. Il ministro degli Interni, Anna Maria
Cancellieri, ha annunciato che “Il Governo italiano intraprenderà tutte le
misure necessarie per porre fine ai blocchi”.
Durissimo il giudizio delle altre associazioni
dell’autotrasporto. Per Eleuterio Arcese, l’aspetto allarmante è che la
protesta iniziata in Sicilia abbia trovato il consenso di personaggi senza
scrupoli che non avendo nulla a che fare con la categoria hanno strumentalizzato
la protesta.