L’operazione pubblico-privata che punta a mandare in pensione Fs nel trasporto merci da e per i porti italiani (alcuni, almeno) verrà ufficialmente annunciata a settembre. Se ne parla da qualche settimana, però, in Emilia Romagna e le linee generali sono già definite. Fer, Ferrovie Emilia Romagna, entra in società con Contship, primo terminalista in Italia, per sviluppare il traffico merci su container in Italia, cenerentola di un Paese che pare innamorato del trasporto su gomma, salvo poi lamentarsi delle ricadute ambientali.

 

Le reali dimensioni e le potenzialità dell’operazione sono tutte da dimostrare ma l’intenzione è chiara: il gruppo dei container guidato da Cecilia Battistello va verso il divorzio con Fs. Le due società, in realtà, non si sono mai amate: l’ad Fs Mauro Moretti, in un’intervista rilasciata al Secolo XIX quando il gruppo puntava a gestire i moli container del porto di Voltri, attaccò Contship dicendo «è straniera, non investe abbastanza nei porti italiani».

 

Contship, da parte sua, non aveva esitato a presentare ricorso al tribunale quando il terminal di Voltri in gara, il sesto modulo, andò a un consorzio dove era presente anche Fs. I giudici, per altro, gli diedero ragione. Ma le due società, nonostante tutto, hanno continuato ad operare assieme. Contship, attraverso la sua controllata per il trasporto intermodale Sogemar, si affida infatti a Fs per la trazione dei treni che compone dai porti italiani e dai suoi inland terminal in Lombardia.

 

In pratica Moretti ci mette i locomotori e le tracce, Battistello merci e vagoni. Una scelta per altro quasi obbligata in un mercato sì liberalizzato, ma per ora saldamente in mano al gruppo pubblico. Questo “monopolio di fatto” ora potrebbe essere scalfito da Fer: la società ferroviaria regionale dell’Emilia Romagna, oltre al business passeggeri, è presente in quello merci con circa 30 locomotori che metterà a disposizione di Contship per rimpiazzare Fs. Non solo: i due gruppi hanno costruito una “casa comune”, Oceano Gate, che secondo le indiscrezioni sarà partecipata 50:50 dai due soggetti e che sarà quindi un operatore ferroviario a tutto tondo pronto a fare da sè sui binari italiani, senza appoggiarsi più ai servizi delle Ferrovie dello Stato.

 

L’operazione prende le mosse anche dalle difficoltà del settore cargo di Ferrovie dello Stato interessato da un processo di ristrutturazione che operatori privati, sindacati ed enti pubblici (le Autorità portuali, soprattutto) giudicano nei fatti uno smantellamento che rischia di aggravare il già difficile stato di salute del trasporto merci sui binari nel nostro Paese. I primi porti interessati all’operazione sono Ravenna e La Spezia, non a caso i due scali che geograficamente sono il riferimento naturale dell’Emilia Romagna.

 

Ma l’operazione potrebbe avere anche un perimetro più ampio coinvolgendo gli altri scali italiani dove Contship è presente. Un altro passo in avanti, poi, sarebbe la possibilità di servire i mercati stranieri: del trasporto su ferro dai porti italiani all’Europa, Contship già si occupa attraverso la controllata Hannibal che potrebbe quindi fare affidamento, almeno in parte, alla “trazione” fornita dagli emiliani.

 

(da: shippingonline.ilsecoloxix.it del 15.05.2010)