''Un importante strumento
per la piccola nautica e per le nuove immatricolazioni'': così il presidente di
Ucina Confindustria Nautica Anton Francesco Albertoni ha definito le
nuove norme per il rilancio del settore nautico contenute nel decreto legge
'liberalizzazioni'. ''Se la prima bozza di misure, con la tassazione dei posti
barca, aveva determinato in gennaio l'esodo di oltre 27.000 barche dall'Italia,
ora – ha sottolineato Albertoni – avverto tangibilmente che la nautica è
tornata a rappresentare una tematica importante nelle decisioni del Governo,
recuperando il suo status di comparto industriale centrale''. Il “Decreto
Liberalizzazioni” ha  trasformato la tassa di stazionamento in imposta di
possesso sul bene modificandola da tassa giornaliera a tassa annuale, con
conseguente riduzione degli importi compresa tra il 50% e il 90% rispetto a
quelli originariamente previsti. La nuova normativa prevede inoltre
l’estensione della tassa a tutti i possessori italiani di imbarcazioni e navi,
anche se con bandiera estera. Tale tassazione non riguarderà invece le unità di
proprietà degli stranieri, anche se battenti bandiera italiana, né i natanti
per le unità beni strumentali delle imprese di noleggio e locazione e non verrà
applicata alle nuove immatricolazioni per il primo anno. Inoltre, la norma sul
noleggio occasionale (soggetto ad un'imposta del 20% per i corrispettivi
conseguiti fino a 30.000 euro) consente al possessore di un'unita' superiore ai
10 metri di noleggiarla come avviene per il proprietario di una casa al mare
per ripagarsi i costi di manutenzione. ''Prima non era così ed era un'assurdità
tutta italiana'' ha commentato Albertoni. Di contro, un’agenzia di charter
potrà più facilmente reperire sul mercato imbarcazioni disponibili al noleggio,
diminuendo la propria esposizione finanziari. Un’altra novità di spicco
riguarda la semplificazione del regime doganale delle navi da diporto extra UE,
che riallineandosi alla normativa francese, consentirà ai porti italiani di
diventare home port per le grandi unità estere (dai 24 metri in su). Con
l’approvazione della nuova norma le grandi unità estere potranno infatti
permanere nelle acque italiane facendo la normale pratica doganale richiesta ma
mantenendo la propria bandiera, possibilità ad oggi preclusa. Anche per ciò che
riguarda il regime dell’export ci sono delle novità: la semplificazione prevede
che le unità possano intendersi destinate al consumo dentro o fuori dal
territorio doganale su semplice rilascio di una dichiarazione rispettivamente
di importazione definitiva o di esportazione definitiva da parte dell’armatore
con una grande risparmio di tempo e riduzione della burocrazia