Grazie all'intervento congiunto di due unità della Marina Militare degli Stati Uniti e del Regno Unito, che hanno operato sotto la direzione dell' Ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi – in qualità di Comandante della Task Force dell'Operazione NATO Ocean Shield che svolge attività di contrasto alla pirateria nel bacino somalo – gli undici pirati che hanno sequestrato la nave italiana Montecristo si sono arresi e sono stati tratti in stato di detenzione. La nave della Dalmare, una società del gruppo D’Alesio, era stata assaltata  dai pirati al largo delle coste somale. Il blitz è stato deciso dopo un colloquio tra i ministri della Difesa Ignazio La Russa e Liam Fox, durante il quale sono stati esaminati in primo luogo i possibili rischi per l’equipaggio: rischi che sarebbero stati contenuti, visto che i marittimi si erano asserragliati all’interno della «cittadella», una zona fortificata all’interno della nave, e non erano in contatto con i pirati. La nave britannica era non solo quella più vicina al mercantile Montecristo, ma anche la più adatta all’operazione, visto che ha a bordo elicotteri e forze speciali. Nei pressi si trovava anche una nave americana, sempre del dispositivo antipirateria della Nato, mentre la nave militare italiana più vicina era a circa un giorno di navigazione. La Farnesina ha espresso «viva soddisfazione» per la conclusione della vicenda. E' dunque libero e salvo l'equipaggio che, rifugiatosi nella zona blindata della nave, è comunque riuscito, nonostante le drammatiche circostanze, a dirigere la nave nei pressi dell' International Traffic Recognized Corridor. Il Ministero degli Affari Esteri, che, attraverso l'Unità di Crisi, sin dai primi momenti ha seguito la vicenda, in costante raccordo con il Comando Operativo Interforze del Ministero della Difesa e con la società armatrice, ha espresso il suo forte apprezzamento per l'efficace collaborazione fra tutti gli attori istituzionali che ha consentito lo svolgimento della brillante operazione.