La Direzione generale per la mobilità e i trasporti DG-MOVE della Commissione Europea non esclude la possibilità che in Europa si possa arrivare a una disciplina della figura dell’agente marittimo simile a quella italiana. È questo quello che è emerso dall’intervento di Dimitrios Theologitis, capo del DG-MOVE al termine dell’Assemblea plenaria di Ecasba, l’associazione europea degli agenti e dei broker marittimi, che si é riunita durante i lavori dell’annual meeting di Fonasba, in corso a Venezia, che si concluderà il 12 ottobre. L’apertura è un buon segnale che arriva in risposta alla richiesta di molti dei Paesi, aderenti a Ecasba, che a fronte di un periodo di intensa crisi hanno chiesto una maggiore tutela contro la perdita di professionalità del settore che si osserva in molti porti europei. «Il rispetto della normativa comunitaria sulla concorrenza e sul libero accesso alle professioni – afferma Theologitis – non deve necessariamente tradursi in una liberalizzazione selvaggia». A fronte di un’attività che comporta la gestione di aspetti legati alla sicurezza e alla tutela dei fornitori nazionali, che si interfacciano con navi battenti bandiera estera, finalmente questa sembra essere una risposta valida: «Una verifica delle competenze professionali per l’esercizio dell’attività attraverso la pratica e un esame – dice Duci – è sempre stata portata avanti dall’Italia. Non possiamo quindi che accogliere con piacere le parole di Theologitis, che guarda alla regolamentazione della professione come una possibilità di sviluppo».