Registro internazionale, pirateria, semplificazione e ammodernamento delle norme, un’Amministrazione attenta e dedicata alle problematiche marittime, sicurezza della navigazione e ambiente. Questi i temi principali affrontati dal Presidente Paolo d’Amico nel suo discorso all’Assemblea svoltasi oggi a Roma alla presenza di Guido Improta, Sottosegretario alle Infrastrutture e dei Trasporti, Giorgio Squinzi, Presidente Confindustria e di oltre 500 esponenti del mondo politico e amministrativo, armatoriale, economico, marittimo e sindacale. Presenti tra gli altri Michel Martone, Vice Ministro al Lavoro e delle politiche sociali, i Senatori Paolo Amato, Anna Cinzia Bonfrisco, Maurizio Gasparri, Luigi Grillo, Roberta Pinotti e i Deputati Pierferdinando Casini e Enrico Letta, l’Amm. Binelli Mantelli, Capo di Stato Maggiore della Marina, L’Amm. Cacioppo Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Mauro Moretti, A. D. di Trenitalia. I Ministri Cancellieri, Clini e Passera non sono intervenuti perché impegnati in una importante riunione del Consiglio dei Ministri. Nonostante l’avversa congiuntura economica “Gli armatori italiani – ha affermato Paolo d’Amico – hanno dimostrato di saper competere e di continuare a sviluppare la flotta grazie ad uno straordinario strumento di crescita: il Registro internazionale.” “Questi sono i numeri del nostro settore, ha continuato Paolo d’Amico, dal 1998, con l’introduzione del Registro internazionale, la flotta italiana è più che raddoppiata: 19 milioni di tonnellate di stazza lorda, 80.000 addetti diretti e 110.000 nell’indotto, 37 miliardi di euro investiti in dieci anni in Italia e all’estero, una flotta che per il 67% ha meno di 10 anni ed ha raggiunto l’undicesima posizione nella graduatoria delle principali flotte mondiali conquistando la leadership nel settore dei traghetti, delle crociere e delle chimichiere”. Il Registro internazionale è il perno di un complesso e delicato sistema di regole e procedure che per funzionare, deve essere preservato nella sua interezza. “Può ancora essere migliorato a costo zero – ha aggiunto d’Amico – attraverso una rinnovata “stagione di ammodernamento e semplificazione delle regole”. La ricetta di Confitarma si inserisce nel solco della forte azione, più volte richiesta dal Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, volta a contrastare il peso della burocrazia. Una stagione di ammodernamento che deve coinvolgere anche la macchina amministrativa statale, attraverso l’informatizzazione delle sue procedure e la creazione di un’Amministrazione dedicata alle numerose e complesse tematiche del settore, valorizzando il ruolo dell’Amministrazione quale interfaccia altamente qualificata con il mondo produttivo. “Da tempo il mondo marittimo italiano chiede un Ministero del Mare – ha affermato Paolo d’Amico – Se proprio non è possibile, venga almeno ripristinato un Dipartimento per i trasporti marittimi.“ Il presidente d’Amico ha citato alcuni esempi di ammodernamento a costo zero del complesso sistema di regole e procedure di settore: ricorso alla delega agli organismi riconosciuti per le visite di sicurezza e radio all’estero, come avviene in tutti i Paesi marittimi del mondo (per abbattere le ingenti spese connesse all’invio di personale qualificato dall’Italia), adeguamento delle farmacie di bordo alle reali esigenze degli equipaggi e dei passeggeri a bordo delle diverse tipologie di navi (l’attuale disposizione obbliga gli Armatori ad una spesa in gran parte ingiustificata, valutabile nel complesso in circa 6/8 milioni di euro), rendere operativa la banca dati naviglio ed adottare al più presto le norme a costo zero relative al regime amministrativo delle navi (iscrizione, cancellazione, dismissione temporanea, procedure costose, anche in termini di tempo e risorse-lavoro, che all’estero sono già del tutto informatizzate). Il Presidente d’Amico ha dedicato particolare attenzione al problema della pirateria. Dopo aver rivolto un pensiero ai fucilieri del battaglione San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora detenuti in India, ha elogiato la strategia italiana di contrasto alla pirateria che trova il suo cardine nella legge n.130 del 2011. Una strategia che “ si è rivelata estremamente positiva, grazie soprattutto all’intensa collaborazione tra armamento e Marina Militare, ha affermato Paolo d’Amico”, rinnovando la disponibilità e l’interesse dell’armamento a rivisitare, laddove ritenuto necessario, la Convenzione dell’11 ottobre 2011, rendendola ancor più rispondente alla realtà operativa. Peraltro, manca ancora il decreto attuativo della legge 130 per consentire l’impiego di team privati armati a bordo delle navi italiane quando non siano disponibili o non sia possibile imbarcare i Nuclei Militari di Protezione. “L’Italia non può rimanere indietro, ha concluso sull’argomento Paolo d’Amico, gran parte della nostra flotta potrebbe cambiare bandiera solo per la mancanza di un provvedimento amministrativo a costo zero!” Il Presidente d’Amico ha ringraziato i Senatori Amato e Pinotti “promotori della risoluzione adottata due giorni fa dalla Commissione Difesa del Senato, che impegna il Governo a completare il progetto di difesa attiva previsto dalla legge 130, tenendo presenti sia le esigenze dell’industria armatoriale italiana sia le necessarie modifiche della norma primaria e del decreto attuativo di cui abbiamo urgente bisogno”. In merito all’incidente della Costa Concordia, il Presidente d’Amico ha ribadito il cordoglio dell’armamento per la perdita di vite umane “non vi sono parole adeguate ad esprimere lo sconcerto, la grande commozione e il forte senso di smarrimento” ed ha sottolineato come la Confitarma abbia da subito collaborato senza clamori con le istituzioni “per identificare eventuali miglioramenti da apportare alla sicurezza della navigazione già peraltro regolata da normative internazionali e nazionali severissime”. Peraltro, ha aggiunto il Presidente di Confitarma, non bisogna dimenticare “le centinaia di comandanti italiani di navi da crociera del mondo la cui elevata professionalità è da sempre riconosciuta a livello internazionale; prova ne è che circa la metà delle navi da crociera ha un comandante italiano”. Passando al cabotaggio, il Presidente di Confitarma ha sottolineato come, a causa di una carenza della norma comunitaria che nel 1999 ha liberalizzato i traffici del cabotaggio dei Paesi Ue, le Amministrazioni competenti non sono in grado di attivare controlli per verificare la effettiva genuinità di operatori extracomunitari che entrano nei nostri traffici domestici. Anche sulle rotte di short shipping si rilevano discriminazioni a danno degli armatori italiani perché le varie Amministrazioni competenti non riescono” a cementare il loro operato su una strategia comune volta a difendere il sistema-paese”. D’Amico ha anche sollecitato una decisa azione politica per la verifica in ambito comunitario della compatibilità del regime dell’ecobonus per l’anno 2010-2011”. Sulla privatizzazione di Tirrenia, il Presidente di Confitarma si è riservato di esprimere pareri in attesa che l’intero processo venga completato per alcune società regionali. In particolare, in merito al fatto che la Regione Sardegna ha appena annunciato la costituzione di una società di navigazione per i collegamenti tra Sardegna e Continente, d’Amico ha sottolineato che “non solo tale società viene costituita con denaro pubblico, ma opererà su servizi di linea ove sono già presenti società private” e che “alcune tratte già usufruiscono di sovvenzioni ministeriali. Al contempo, nonostante i numerosi solleciti da Roma e Bruxelles, la Regione Sardegna tarda a privatizzare la società regionale Saremar”. Per quanto riguarda i porti, il Presidente d’Amico ha ribadito la totale contrarietà dell’armamento alla richiesta avanzata da alcune Autorità portuali di ampliare la propria competenza in materia di determinazione tariffaria e di organizzazione
dei servizi tecnico-nautici di ormeggio, pilotaggio e rimorchio, perché ciò significherebbe “il venir meno dell’indispensabile garanzia di una applicazione omogenea a livello nazionale sia dei meccanismi tariffari che delle condizioni di sicurezza operativa strettamente legati a tali servizi. Garanzia che solo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti può assicurare, in una corretta ed imparziale logica di sistema”. Pur ribadendo la disponibilità al dialogo con Assoporti, Confitarma intende far valere “gli interessi dell’armamento nazionale che, insieme a quello estero, rappresenta l’utente che effettivamente paga tali servizi” e considera estremamente prezioso l’accordo interassociativo, siglato sulla materia nel 2007 da tutte le associazioni rappresentative dell’utenza e degli erogatori dei servizi tecnico-nautici. In merito ai rapporti con il mondo bancario, il Presidente di Confitarma ha annunciato un tavolo di confronto costruttivo con l’ABI e con le principali banche italiane, “per meglio focalizzare la realtà armatoriale italiana, storicamente composta da entità esclusivamente corporate, di lunga tradizione, ben lontana da fenomeni di “aziende prevalentemente finanziarie” che caratterizzano altre esperienze straniere e per definire delle best practice in grado di soddisfare le esigenze specifiche delle banche e, nello stesso tempo, garantire la continuità aziendale delle nostre imprese”. In materia di sicurezza ed ambiente il Presidente d’Amico ha invocato la pronta risoluzione della problematica relativa alla disposizione che impone alle navi passeggeri in servizio di linea di utilizzare combustibile a basso tenore di zolfo nella Zona di Protezione Ecologica (praticamente tutti i collegamenti tra Continente e Sicilia/Sardegna), prodotto di difficile reperimento nei nostri porti nei quantitativi richiesti dal mercato. In conclusione il Presidente d’Amico ha rinnovato la “piena disponibilità a collaborare con l’Amministrazione in tutte le sedi competenti, assicurando l’impegno e la serietà che hanno contraddistinto gli oltre 110 anni di vita della nostra organizzazione” ed ha ricordato anche i 90 anni di attività della Società I. Messina di Genova. Guido Improta, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrando nel merito di alcune delle problematiche sollevate dal Presidente di Confitarma, in tema di sburocratizzazione ha affermato che “su impulso del Ministro Passera, l’Amministrazione è orientata a favorire l’accoglimento delle proposte che Confitarma ha già elaborato e che consentirebbero di migliorare l’equilibrio economico e l’efficienza dell’intero settore”. In particolare, nel quadro delle iniziative volte a modernizzare, razionalizzare ed uniformare le procedure vigenti nei singoli Stati membri, nel Decreto crescita bis all’esame del Consiglio dei Ministri è previsto, il recepimento della Direttiva 2010/165, in materia di formalità di arrivo e partenza delle navi, si sta avviando verso il completamento il processo di informatizzazione delle procedure ed è stato accelerato il processo per l’informatizzazione della Banca Dati Naviglio. Per quanto riguarda la privatizzazione della flotta pubblica il Sottosegretario Improta, in alla Legge regionale della Sardegna n.15 del 7 agosto 2012 “Disposizioni urgenti in materia di trasporti” i dicasteri interessati hanno censurato lo stanziamento di fondi regionali in favore di collegamenti con il continente, notoriamente di competenza statale, proponendo al CdM l’impugnativa”. Peraltro – ha aggiunto Improta – “secondo quanto previsto dal comma 7 dell’art. 19 ter della legge 166/2009 le sole funzioni ed i compiti di programmazione e di amministrazione relativi ai servizi di cabotaggio marittimo di servizio pubblico, che si svolgono all’interno di una regione, possono essere esercitati dalla stessa regione” Il Sottosegretario ha anche assicurato l’azione dell’Amministrazione per garantire la piena competitività degli armatori italiani all’estero.