Un milione e 332 mila
passeggeri in meno in tutto il 2011. È il consuntivo di un anno che ha segnato una
crisi senza precedenti per il sistema dei trasporti marittimi del Nord
Sardegna, proiettato, in una sola stagione, indietro di dieci anni. È
sicuramente lo scalo di Olbia a registrare la perdita più consistente. A
partire dal numero dei movimenti nave, che si attestano al – 17,48 %,
l’equivalente di 1.297 viaggi in meno. Cali che si registrano, in modo più
accentuato, nei mesi gennaio – maggio, effetto della sospensione delle linee
invernali come la Civitavecchia – Olbia di Snav e la Genova – Olbia – Arbatax
coperta dalla Tirrenia; ma che si ripetono, benché in maniera ridotta, anche
nel periodo estivo, con la cancellazione all’ultima ora delle corse per il
mancato riempimento delle navi. Meno navi e meno passeggeri. Sfiora il 30%
rispetto al 2010, infatti, il calo dei dodici mesi 2011, con una diminuzione di
circa 1 milione e 140 mila unità tra arrivi e partenze. Con un totale di 2
milioni e 670 mila passeggeri, Olbia riparte dal bilancio del lontano 2001,
quando all’Isola Bianca transitarono complessivamente 2 milioni e 600 mila
passeggeri.  Ultimo trimestre negativo anche per le merci su gommato in
arrivo e partenza dai porti dell’Isola Bianca e Cocciani. Inversione di
tendenza, rispetto all’andamento generale, che non ribalta il trend positivo, fermo
a + 3,9 per cento, ma che apre nuovi scenari di crisi, annunciati dalla
diminuzione di circa il 10 per cento dei mezzi pesanti trasportati. Rispetto al
2010, lo scalo di Golfo Aranci scalo ha invece registrato una crescita di circa
72 movimenti nave, pari al 5,19%. L’incremento va ricondotto all’aumento delle
corse della linea con Civitavecchia coperte dalla Saremar. Da giugno a
settembre, infatti, lo scalo ha registrato crescite che vanno dal 15 al 33%. Se
il dato dei movimenti nave risulta positivo, altrettanto non si può dire per
quello dei passeggeri in arrivo e partenza. Da gennaio a dicembre, infatti, il
porto di Golfo Aranci ha perso 62 mila e 161 unità, circa il 5,2 per cento in
meno rispetto al 2010. Calo contenuto che, comunque, non copre la profonda
crisi dell’ultimo trimestre dell’anno, con diminuzioni del 57 per cento nel
solo mese di novembre. Negativo, in linea con il trend degli ultimi anni, anche
il settore delle merci. Si riducono, infatti, a zero le tonnellate trasportate
nei 12 mesi, mentre crolla di un ulteriore 58 per cento la movimentazione dei
carri ferroviari.  Se si escludono due soli mesi positivi Porto Torres, il
porto del nord ovest sardo segna un costante decremento dei movimenti nave
rispetto al 2010. La presenza di nuove rotte poco ha potuto per arginare il
crollo causato dalla forte riduzione delle corse da e per Genova della
compagnia GNV e dalla sospensione, nel periodo invernale, della Civitavecchia –
Porto Torres – Barcellona della Grimaldi Lines. Il calo totale, dunque, si attesta
al 4,87%. Tutto negativo, tranne che per il mese di ottobre, l’andamento
annuale del traffico passeggeri. Il bilancio finale, quindi, si ferma a – 13 %
circa, l’equivalente di quasi 130 mila unità in meno. Come nel caso di Olbia,
nonostante l’ultimo quadrimestre negativo, anche il settore delle merci su
gomma tiene banco alla crisi. Più 3,23% rispetto al 2010, ossia 44 mila
tonnellate in più. Negativo, per quasi tutti i mesi, il settore delle rinfuse
secche (carbone, minerali, sabbia) e di quelle liquide (prodotti chimici e
petroliferi). Per le prime, il calo si attesta al 19%, cifra che si accoda a
tre anni di continua crisi del settore. Più pesante, invece, la perdita sulla
movimentazione dei liquidi, che si allarga di un ulteriore 25% rispetto al 2010.