Si è tenuto a Roma il Convegno “La rilevanza delle crociere nel settore del trasporto e del turismo”, organizzato dalla cattedra di Diritto della navigazione dell’Università di Roma Tor Vergata e dalla “Rivista del Diritto della Navigazione”. Paolo d’Amico, Presidente Confitarma, nel suo intervento, ha sottolineato che a seguito della tragedia dell’Isola del Giglio tutte le compagnie di crociera hanno approntato miglioramenti in alcune procedure di sicurezza. “In particolare, Costa Crociere, ha avviato con il supporto di Confitarma una serie di contatti con la nostra Amministrazione” Costa Crociere si è attivata specialmente per l’avvio del sistema “High Tech Safety Monitoring System”, che consente alla compagnia di monitorare in tempo reale la rotta di tutte le navi della flotta, nonché procedure sul ponte di comando che rendano ogni decisione più collegiale, tenendo conto del fatto che le navi di bandiera italiana devono comunque rispettare il Codice della Navigazione. “L’introduzione di questo nuovo approccio nella gestione collegiale del ponte di comando – ha affermato Paolo d’Amico – è stata oggetto di incontri tra Costa Crociere e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto con lo scopo di assicurare l’effettivo incremento dei già elevati standard di sicurezza della navigazione”. Corrado Antonini, Presidente Fincantieri, ha spiegato che le navi attuali sono profondamente diverse rispetto a quelle costruite 20 anni fa. “Oggi il driver di cambiamento è dato dalle nuove normative in tema di sicurezza e ambiente, unitamente al crescente costo del bunker che impone l’implementazione di misure di energy saving e, quindi, di un ridisegno completo della nave”. Inoltre, il Presidente Antonini ha sottolineato che oggi il cantiere, a parità di livello tecnologico, è competitivo se riesce ad offrire all’armatore, insieme al progetto nave un pacchetto finanziario  adeguato in termini creditizi e assicurativi. In questo contesto, il Presidente Antonini ha sottolineato l’importanza di Export Banca (CDP/SACE/Simest). Roberto Cazzulo, Chief Operating Officer del RINA, ha sottolineato che l’Italia oltre ad essere tra i paesi leader nel settore crocieristico, contribuisce in modo molto rilevante al suo sviluppo attraverso un cluster di costruttori, armatori, un indotto di piccole medie imprese unico al mondo di cui fanno parte anche l’Amministrazione di bandiera e il RINA, quale società di classificazione. Cazzulo ha poi ricordato che le normative internazionali, nate dopo l’incidente del Titanic, si sono evolute di pari passo con gli sviluppi tecnologici portando ad un miglioramento continuo della sicurezza della navigazione e protezione dell’ambiente. “Le statistiche dimostrano che oggi il livello di rischio delle navi da crociera è di 1 fatality ogni 5 milioni di persone trasportate, statistiche migliori dello stesso trasporto aereo”. Il motivo è che il settore delle crociere è molto regolamentato e controllato da molti soggetti istituzionali, ma è anche gestito da compagnie armatoriali che spesso vanno oltre, anticipando norme future con iniziative volontarie. In questo contesto il RINA contribuisce a questi sviluppi non solo in merito alla classificazione di queste navi ma anche in sede di certificazione di sistemi di gestione integrati delle navi, dei porti e dell’indotto, delle infrastrutture e dei trasporti. Nel ricordare l’importanza del settore crociere per l’economia italiana che con 4,5 miliardi di euro fa dell’Italia il primo paese europeo in termini di contributo diretto generato dal settore (da sola assorbe il 30% del totale), che l’Italia è in cima alle scelte dei crocieristi (un passeggero su tre parte dai nostri porti per un totale di 1,9 milioni di passeggeri), che dei dieci maggiori porti crocieristi del Mediterraneo ben cinque sono italiani (Civitavecchia, Venezia, Napoli, Livorno e Savona), Manfredi Lefebvre d’Ovidio, Presidente ECC – European Cruise Council ha sottolineato la necessità di un dialogo sempre più intenso tra il settore e le istituzioni in materia ambientale e di sicurezza, così come l’esigenza di una cooperazione in tema di politica portuale. “La sempre più qualificata presenza di ECC in Italia sottolinea la disponibilità degli operatori a collaborare con le istituzioni per tutte le tematiche che riguardano mare, porti e turismo”.