“La chiusura dell’Ilva è estremamente grave per il sistema industriale del paese, ma anche per chi come noi opera nello shipping. Ilva genera, infatti, lavoro non solo a Taranto ma in vari porti italiani con attività agenziali e di noleggio importanti, sia per il trasporto dei prodotti finiti in esportazione che per le materie prime in arrivo.  Solo alle banchine dell’acciaieria di Taranto, polo siderurgico tra i più importanti d’Europa, scalano annualmente circa 1.000 navi ed il blocco totale delle attività, ha un riflesso estremamente pesante nelle funzioni di shipping connesse”. Fulvio Carlini, Presidente Multi Marine Services e Chairman del C&D Committee di Fonasba rimarca che “gli imprenditori del settore auspicano una soluzione duratura che tutelando l’ambiente, salvaguardi anche il diritto al lavoro di tutte le parti in causa, compresa la nostra. L’attuale situazione, tra l’altro, ha creato oltre ai notevoli costi, un’immagine totalmente negativa e conseguenti gravi difficoltà nel convincere gli armatori ad operare ed impiegare nuovamente le loro navi su questi carichi. Confidiamo, quindi, in azioni rapide ed efficaci che intraprese, possano garantire non solo sicurezza, salute e lavoro, ma anche un’immagine di credibilità, oltre che al nostro Paese, anche al lavoro quotidiano di noi operatori dello shipping”.