Sono state pubblicate le linee guida della International Labour Organisation’s Maritime Labour Convention, adottata nel 2006 e che entrerà in vigore il 20 Agosto del 2013. La Convenzione del Lavoro Marittimo presenta caratteristiche del tutto innovative rispetto alle altre convenzioni dell’ILO e se da un lato tiene in alta considerazione la dimensione umana e spirituale del lavoro in mare, dall’altro rappresenta un importante strumento per l’affermazione dei diritti fondamentali dei lavoratori, del dialogo sociale e della contrattazione collettiva. La MLC 2006 è sostenuta da procedure di certificazione e monitoraggio, da corsi di formazione per ispettori ed equipaggi e da un innovativo meccanismo di revisione. La convenzione, che combina “il meglio del vecchio con il nuovo”, rappresenta dunque una vera novità nel panorama dei trattati del lavoro internazionali. Per la prima volta, la Convenzione richiede una certificazione obbligatoria: ogni nave dovrà essere certificata e ispezionata al fine di risultare conforme alle leggi nazionali del paese di appartenenza. Se uno Stato non ratifica la convenzione non ne può beneficiare e ogni nave sarà oggetto di una ispezione molto più dettagliata nei porti di accoglienza dei paesi che hanno ratificato la convenzione. Le ispezioni sono molto costose poiché ogni giorno di più che la nave viene trattenuta costerà molti soldi. La nave non certificata potrebbe infatti rimanere ferma anche per sei giorni. La ratificazione e il possesso delle certificazioni, al contrario, snelliranno i controlli garantendo un vantaggio alle navi degli Stati che hanno ratificato la convenzione. L’ILO è l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori determinano congiuntamente le politiche ed i programmi dell’Organizzazione.