In occasione dell’Assemblea Annuale, l’Associazione Nazionale Cantieri Privati (Ancanap) ha sottolineato per l’ennesima volta la completa assenza di misure legislative e finanziarie a sostegno del comparto. “Pur nella consapevolezza della perdurante crisi del settore a livello mondiale, i cantieri associati non rinunciano a rilevare qualche positivo segnale di fiducia. Se da un lato, infatti, gli ordini annui di navi mercantili a livello mondiale hanno registrato al 30 settembre un calo del 20% circa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – spiega l’associazione – dall’altro lato alcuni cantieri associati hanno continuato ad acquisire significativi ordini in mercati fortemente specializzati. Al contrario, altri cantieri associati meno introdotti in mercati di nicchia, hanno invece dovuto far pesante ricorso alla cassa integrazione, con conseguenti fermi aziendali e pesantissimi riflessi occupazionali”. “Oltre alla difficile situazione di mercato, a tali difficoltà ha concorso parecchio non solo il nuovo regime IVA in ambito marittimo, introdotto – a nostro avviso con grave errore interpretativo – dalla legge 217/2011 nota anche, impropriamente, come “Legge Comunitaria 2010”, ma soprattutto la totale mancanza in Italia di quella politica normativa e finanziaria di sostegno delle esportazioni, attivata con forte determinazione in altri Paesi concorrenti. In Norvegia, per esempio, è operante la Export Credit Agency, efficace strumento pubblico di supporto per l’acquisizione di commesse da parte di cantieri e produttori norvegesi. Oppure in Spagna, dove recentemente è stata preannunciata la re-introduzione – sulla falsariga di analogo precedente strumento già censurato dagli organi comunitari – di un nuovo Tax Leasing Scheme a favore dei cantieri locali, strumento che purtroppo ha già iniziato a causare effetti distorsivi sulle trattative avviate e non ancora concluse, tra cantieri nazionali ed armatori italiani e non”.