Una Marina “più snella e efficiente” è quella che si appresta a guidare l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, 60 anni, che nel suo discorso di insediamento al vertice della Marina ha annunciato un taglio alle navi più antiquate, per destinare le (poche) risorse disponibili alla manutenzione delle unità più moderne della flotta. “Abbiamo anticipato la dismissione di un grande numero di navi”, ha detto De Giorgi, sottolineando che il conseguente risparmio, insieme alla “eliminazione degli sprechi” e a varie riorganizzazioni, consentirà di concentrare le risorse su due priorità: il personale, “assetto portante della forza armata” e la flotta “unica ragione d’esistere della Marina stessa”. La flotta che dovrà “conservare le sue capacità irrinunciabili e migliorare l’efficacia”, puntando su un minor numero di navi, ma più tecnologiche e all’avanguardia. Insomma, ha sintetizzato il nuovo capo di stato maggiore, si tratta di “fare di più con meno, perché se è vero che le risorse sono in contrazione è altrettanto vero che il nostro destino è sul mare. L’esigenza di una Marina efficace e credibile è sempre più vitale per la nostra nazione”.  De Giorgi – che subentra all’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, designato capo di Stato maggiore della Difesa – è “figlio d’arte”: suo padre, l’ammiraglio Gino De Giorgi, fautore della Legge Navale, fu capo di Stato maggiore della Marina dal 1973 al 1977.