Le svalutazioni della flotta mandano in pesante rosso il bilancio di Premuda che per il secondo anno consecutivo e dopo l’aumento di capitale del 2010 ha scelto di non distribuire alcun utile ai suoi soci: “Si richiede un ulteriore sacrificio – scrive la società – nell’auspicio che l’atteso miglioramento dei mercati possa consentire di tornare al dividendo”. II bilancio consolidato evidenzia un risultato negativo di 47,9 milioni dopo ammortamenti e svalutazioni di asset per 47,7 e svalutazioni di partecipazioni per 16,8 milioni, a fronte di un risultato negativo nell’esercizio precedente di 4,7 milioni dopo ammortamenti e svalutazioni di asset per 31 milioni e svalutazioni di partecipazioni per altri 2,3. Al netto delle poste straordinarie, il risultato rettificato di gruppo presenterebbe una perdita di circa 14,3 milioni di euro. L’esercizio 2012 è stato caratterizzato da un mercato mantenutosi su livelli insoddisfacenti sia per la redditività delle navi che per la loro conseguente valutazione. In generale, il comparto cisterniero è comunque risultato meno pesante del 2011 con noli inferiori dell’8% per le Suezmax, ma migliori del 10% per le Aframax e del 21% per le VLCC. Assai diverso il comparto dei carichi secchi che ha avuto un peggioramento per tutti i comparti della flotta: del 51% per le Capesize, del 45% per le Panamax, del 34% per le Supramax e del 28 % per le Handysize. Grazie alla copertura commerciale acquisita negli anni precedenti ed ancora disponibile, il negativo impatto del mercato è stato più contenuto, avendo inciso sul 57% circa della flotta in esercizio. Il livello del mercato ha ovviamente interessato anche i valori delle navi ed ha determinato, dopo l’effettuazione delle prescritte procedure di impairment della flotta, la necessità di procedere ad una svalutazione di cinque navi (di cui una ancora in costruzione) per un importo di circa 19,8 milioni di euro e non ha consentito di procedere a ripristini di valore – anche parziali – per un’altra unità già oggetto di svalutazione in passato. A livello consolidato le immobilizzazioni in flotta (incluse le unità in corso di costruzione) ammontavano a fine esercizio a 426,5 milioni di euro (453,9 milioni al termine dell’esercizio precedente). Alla fine dell’esercizio 2012 la flotta in costruzione era costituita da una bulk carrier con gru da 34.000 tpl, commissionata ai Cantieri vietnamiti Vinashin con consegna stimata nel mese di aprile 2013 e due Panamax bulk carrier da 76.500 tpl, commissionate ai Cantieri coreani SPP con consegne previste a settembre 2013 ed a marzo 2014.