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Le associazioni nazionali Angopi (ormeggiatori e battellieri), Assorimorchiatori e Federimorchiatori (rimorchio), Confitarma (armatori), Fedarlinea (armamento di linea), Fedepiloti (piloti dei porti) e Federagenti (agenti marittimi) hanno manifestato apprezzamento per la nota Assoporti dalla quale «emerge la condivisione del contenuto dell’accordo interassociativo dell’aprile del 2007, trasfuso nei progetti di legge in materia di riforma portuale attualmente in discussione al Senato. Sono, pertanto, da ritenersi fugate le perplessità emerse nel passato circa un mutato atteggiamento dell’Associazione dei Porti Italiani nei confronti del citato accordo, che avevano erroneamente indotto più di qualcuno a ritenerlo superato. Si tratta, invece di un’intesa ancora attuale, la cui possibile evoluzione potrà essere individuata fra i firmatari nell’ambito, opportunamente già evidenziato dall’Assoporti, dei criteri e meccanismi tariffari validi per la portualità nazionale e nel rigoroso rispetto dei principi di fonte comunitaria di parità di trattamento e di non discriminazione fra gli utenti. La posizione assunta da Assoporti contribuisce a consolidare in modo significativo il fronte di coloro che, come le scriventi associazioni, auspicano una rapida approvazione dei disegni di legge in materia di riforma portuale in discussione al Senato. L’emanando provvedimento – hanno spiegato le associazioni nazionali – sarà utile a rafforzare il ruolo di coordinamento delle Autorità Portuali, oggi quanto mai necessario, non solo nel porto ma anche nella logistica, in coerenza ai compiti a queste ultime attribuiti». Viene condiviso, infine, «quanto proposto dal presidente di Assoporti nella recente assemblea, con particolare riferimento all’eliminazione del tetto all’autonomia finanziaria e all’ipotesi di costituire un fondo presso la Cassa Depositi e Prestiti, soluzione tecnica efficace a garantire un ulteriore incremento di gettito a favore delle Autorità Portuali per il miglioramento delle infrastrutture portuali indispensabili per competere a livello internazionale e a permettere l’utilizzo di tutti gli strumenti finanziari presenti sul mercato.