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Chiesta l’attivazione di un tavolo regionale per analizzarne i motivi che dissuadono le imprese ad investire nell’area
La Fit Cisl Calabria invita a dare corso alle iniziative e agli investimenti previsti dall’Accordo di Programma Quadro per il polo logistico-intermodale di Gioia Tauro che è stato sottoscritto dal governo e dalle istituzioni locali calabre nel 2010. Secondo il sindacato, infatti, è necessario «andare oltre le buone intenzioni» ed è urgente l’attivazione di un tavolo regionale che «possa analizzarne le cause e rimuovere gli effetti di un’evidente disaffezione delle imprese ad investire nel polo logistico e nell’area portuale di Gioia Tauro».
«Alle istituzioni territoriali, nazionali e più in generale la politica ed al mondo dell’impresa – spiega Annibale Fiorenza, segretario generale di Fit Cisl Calabria – si chiede di abbandonare la retorica ed il disfattismo di maniera e dedicare l’atteso impegno nel promuovere investimenti per sfruttare le potenzialità marittime e valorizzare le potenzialità produttive dell’area portuale. È urgente far avanzare le politiche attuative degli investimenti del richiamato “Accordo di Programma Quadro del 2010” ad oggi in gran parte disatteso, a partire dalla realizzazione del “Gateway Ferroviario”, opera strategica da cantierizzare al più presto. Ci viene da chiedere – rileva Fiorenza – perché ciò è successo, nonostante la pronta disponibilità dei 20 milioni di euro dei “Fondi Pon Reti per la Mobilità 2007-2013”? Perché nessun soggetto imprenditoriale, e non solo il gruppo FS ma anche lo stesso gruppo Contship con la sua azienda di logistica ed altre imprese italiane e straniere, non hanno partecipato al bando di gara scaduto lo scorso 21 aprile 2013? Perché questo generalizzato disimpegno delle imprese? Perché permane l’immobilismo delle autorità competenti che, a tutt’oggi, non ci risulta abbiano riproposto un nuovo bando di gara?»
Fiorenza ricorda che il recente aggiornamento della pianificazione europea, approvato lo scorso 19 novembre, conferma l’inclusione del porto di Gioia Tauro nella “rete core” sull’asse Stoccolma-Palermo. «Ciò – sottolinea – rafforza il convincimento che il porto di Gioia Tauro è l’infrastruttura strategica, in grado di dare slancio alla crescita ed allo sviluppo di tutta la Calabria e dell’intero Paese. Su di essa bisogna investire. Per farlo bisogna rimuovere tutti i lacci e laccioli che fino ad oggi hanno impedito di utilizzare le risorse disponibili della nota APQ del settembre 2010 e a ritardare l’istituzione della “Zona Economica Speciale”».
«Le scelte dell’Europa – prosegue il rappresentante di Fit Cisl Calabria – ci confermano che il porto di Gioia Tauro non è solo visto come porto di trasbordo marittimo ma lo si considera “porto strategico” nel sistema delle reti di trasporto nazionale ed internazionale. Nel merito delle consolidate attività di trasbordo, in considerazione delle nuove strategie di mercato delle linee di navigazione – osserva Fiorenza – riteniamo che ci siano le condizioni affinché il gruppo Contship, e soci, possa fare di più per aumentare le movimentazioni e ridimensionare le ore di cassa integrazione che da troppo tempo condizionano fortemente le condizioni economiche e sociali dei lavoratori che vivono la precarietà economica e nell’incertezza del loro futuro. Al management di MCT (la società del gruppo Contship che gestisce il container terminal del porto di Gioia Tauro, ndr) chiediamo più attenzione sull’organizzazione del lavoro ed ad un coerente mantenimento di attività funzionale ad allentare la morsa di una cassa integrazione che sta fortemente penalizzando la forza lavoro. Questo – conclude Fiorenza – è il momento di generare fiducia per rafforzare l’immagine di una realtà efficiente ed affidabile. È così che si creano le condizioni utili a generare l’attesa competitività di una struttura operativa moderna ed aperta alle opportunità del mercato».