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Uno dei tanti emendamenti aggiunti all’ultimo minuto alla Legge di Stabilità prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per la foranea del porto di Molfetta, un’opera sotto sequestro da parte della Magistratura per presunte violazioni di carattere ambientale. L’appalto, che risale al 2001, fu il primo di un’opera portuale a essere affidato a un Comune. Poi, Finanziaria dopo Finanziaria, è diventata una delle più ricche opere pubbliche nazionali, dotata di fondi accessori così cospicui da non sapere come spenderli: 142 milioni a fronte di un costo netto pari a 72. Ma con l’ultima legge di stabilità, il porto di Molfetta ha battuto un altro record assoluto: è la prima volta nella storia repubblicana che la legge di bilancio dello Stato eroga un finanziamento da 10 milioni a un cantiere sequestrato dalla magistratura, in una indagine in cui è coinvolto anche il relatore della legge. Al Senato, come noto, il relatore della legge di Stabilità era Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta e presidente della commissione Bilancio.  L’appalto del porto di Molfetta vale 72 milioni; al momento del sequestro era stato completato per poco meno del 50 %. Ma nelle casse del Comune ci sono già i 48 milioni per il centro servizi e il porto turistico, ed altri 21 per «opere pubbliche di carattere sociale, sportivo e culturale» via via rastrellati nelle pieghe delle varie Finanziarie.