Articolo realizzato da inforMARE s.r.l. – Riproduzione  riservata
Sarebbe sufficiente – ha rilevato il sindacato – che il ministero dell’Economia modificasse il suo decreto del 23 giugno 2005
La Federazione Marittimi (Federmar) sollecita il governo ad attivarsi per promuovere l’imbarco degli Allievi Ufficiali mantenendo così fede al proprio impegno volto alla crescita dell’occupazione, in particolare di quella giovanile. Il segretario nazionale dell’organizzazione sindacale, Alessandro Pico, ha sottolineato che gli Allievi Ufficiali sono «giovani alla disperata ricerca di un imbarco al fine di effettuare i primi dodici mesi di navigazione necessari per l’acquisizione del titolo professionale. Nel 2003, con il decreto legislativo n. 344 del 12 dicembre – ha ricordato Pico – veniva istituita la “Tonnage-Tax”, un regime fiscale molto favorevole a beneficio delle imprese marittime, le quali, tuttavia, dovevano sottostare ad una serie di incombenze, tra queste l’obbligo (art. 157 comma 3) di formazione dei “cadetti” (Allievi Ufficiali) secondo modalità da stabilirsi con un successivo decreto di natura non regolamentare da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze. Il 23 giugno 2005 vedeva la luce il provvedimento in argomento, ove, all’art. 7 comma 3, era confermato l’imbarco di un Allievo Ufficiale a bordo di ciascuna delle navi soggette alla Tonnage-Tax. Purtroppo – ha rilevato Pico – al ministero non dovevano avere le idee molto chiare su quali fossero le esigenze dei diplomati nautici che desideravano intraprendere la carriera del mare (tra queste, il tassativo requisito dei dodici mesi di navigazione prima di sostenere l’esame per il titolo professionale) e, molto probabilmente anche dietro pressione delle associazioni degli armatori, veniva statuito che, in alternativa all’imbarco, le aziende potevano versare al Fondo Nazionale Marittimi un importo annuo per ogni Allievo non imbarcato da destinare alle spese per il loro addestramento, importo poi fissato con decreto 17 dicembre 2008 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in 22.732 euro annui da aggiornare sulla base degli indici Istat di variazione dei prezzi. Il risultato di tale opzione – ha denunciato il rappresentante di Federmar – è stato che, salvo poche eccezioni, quasi tutte le imprese armatoriali che si avvalgono della Tonnage-Tax hanno preferito, per convenienza amministrativa, monetizzare l’obbligo della formazione dei diplomati nautici, togliendo però in tal modo spazio vitale per il loro avvio nel mondo del lavoro marittimo».
Secondo Federmar, «considerato che le imprese di navigazione stanno già sostenendo un onere per la formazione di ogni Allievo che non imbarcano, onere sufficiente per la copertura annua della retribuzione di tale qualifica iniziale, ed inoltre che la formazione del futuro navigante è sempre stata intesa quella effettuata nella pratica di bordo durante il periodo di imbarco», per promuovere l’imbarco degli Allievi Ufficiali «sarebbe sufficiente che il ministero dell’Economia modificasse il suo decreto del 23 giugno 2005, semplicemente cancellando le sei righe dell’art. 7 comma 3 che danno la facoltà alle imprese di optare tra imbarco e monetizzazione. In tal modo, senza alcun costo aggiuntivo per le aziende – ha spiegato Pico – i ragazzi usciti dai Nautici sarebbero agevolati nel trovare impiego a bordo delle navi, compiere il richiesto tirocinio per entrare in possesso del titolo professionale ed, infine, avere una sicura garanzia di occupazione per il futuro dal momento che permane un’elevata carenza di ufficiali in tutte le marinerie del mondo».
Pico ha accusato il governo di «rimanere colpevolmente assente» «su questa materia, come d’altronde per i gravi problemi occupazionali che affliggono i marittimi italiani, pur in presenza di migliaia e migliaia di posti di lavoro coperti però con lavoratori extracomunitari».