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Ashton: «abbiamo bisogno di un approccio integrato, come dimostrato nel Corno d’Africa, dove abbiamo raggiunto risultati significativi nella lotta alla pirateria»
Ieri la Commissione Europea e l’alto rappresentante della politica estera dell’UE, Catherine Ashton, hanno adottato una comunicazione congiunta al Parlamento e al Consiglio dell’Unione Europea che propone una strategia dell’UE per la sicurezza marittima e le aree in cui la cooperazione tra i diversi soggetti marittimi, dalle Guardie Costiere alle Marine militari, dalle Autorità Portuali alle Dogane, può essere migliorata. Il documento servirà come base per il lavoro con gli Stati membri per la definizione di una strategia di sicurezza marittima dell’UE. Lo scopo della nuova strategia è quello di individuare gli interessi marittimi dell’UE quali la prevenzione dei conflitti, la protezione di infrastrutture vitali, il controllo efficace delle frontiere esterne, la protezione del commercio globale e la prevenzione della pesca illegale, ed è anche di evidenziare la molteplicità di rischi in cui possono incorrere l’UE e i suoi cittadini: dispute territoriali marittime, pirateria marittima, terrorismo contro le navi e i porti o altre infrastrutture, criminalità organizzata che opera sul mare, fino ai potenziali impatti di disastri naturali o di eventi catastrofici.
«La sicurezza e il benessere dei cittadini europei – ha commentato Catherine Ashton – dipendono notevolmente da mari liberi e sicuri. È pertanto necessario che l’Unione Europea affronti le minacce e le sfide marittime. Abbiamo bisogno di un approccio integrato, come dimostrato nel Corno d’Africa, dove abbiamo raggiunto risultati significativi nella lotta alla pirateria. Questa comunicazione apre la strada ad un uso più sistematico di tutti gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione e ci permetterà di parlare con una sola voce ai nostri partner internazionali».
«Garantire la sicurezza dei nostri mari e oceani – ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki – è un obiettivo primario dell’Unione Europea. I nostri cittadini si aspettano risposte efficaci per la protezione dei porti e delle installazioni offshore, per assicurare il nostro commercio via mare, per affrontare le potenziali minacce derivanti da attività criminali in mare o possibili controversie sui confini marittimi. Oggi stiamo compiendo un importante passo avanti. È la prima volta che l’Unione Europea sta sviluppando una strategia generale di questo tipo che contribuirà a promuovere la crescita blu e la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore marittimo».