Nel corso del suo intervento all’assemblea degli industriali, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha citato i costi minimi dell’autotrasporto, assieme alle tariffe dei professionisti, come esempi di scarsa liberalizzazione del nostro Paese. Il tema è stato ripreso dal presidente di Confetra, Fausto Forti, che in una lettera al sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, ha sottolineato che: “I costi amministrati dell'autotrasporto sono incompatibili con i valori di mercato. Se i valori ricalcassero quelli già definiti dal Ministero per i contratti verbali, il mercato si troverebbe a subire aumenti variabili nella maggioranza dei casi dal 40% al 60%.”. Per Forti le tariffe pagate oggi all'autotrasporto italiano “sono in linea con quelle praticate in tutti i maggiori Paesi europei. E’ evidente come nessun settore per nessun motivo, specialmente in questo momento così delicato per l'economia del Paese, può essere sottoposto a shock di questa entità. Seguirebbe una stagione di forte contrapposizione tra committenti e vettori a danno del sistema logistico e conseguentemente di tutto il mondo produttivo. Il Governo deve farsi carico di questa situazione; deve saper affrontare le irragionevoli pretese dell'autotrasporto con fermezza e responsabilità, fissando nuovi costi minimi compatibili con le capacità d'assorbimento del mercato”.
