“Dopo aver interessato i massimi rappresentanti del governo e delle istituzioni locali e regionali” senza avere ottenuto risultati concreti, la Confcommercio di Pescara si è rivolta direttamente al Capo dello Stato Giorgio Napolitano rivolgendo “alla più alta carica dello Stato italiano un accorato appello in merito alla problematica che riguarda da vicino la città di Pescara e l'intera collettività (…) affinché possano individuarsi tutte le misure e le soluzioni atte a porre rimedio all’incresciosa situazione che interessa il porto di Pescara. Quest'ultimo necessita infatti da tempo di un'improcrastinabile opera di dragaggio dei fondali i quali, a fronte del successivo accumularsi di detriti e sedimenti, non consentono più la navigazione neanche a barche di piccolo cabotaggio. Questa situazione – determina l'impossibilita' di accesso sia da parte della flotta peschereccia – una delle principali risorse economiche della città, che dà sostentamento a centinaia di famiglie – sia di navi e/o aliscafi che garantivano precedentemente il collegamento con la Croazia con danni ingenti – presenti ma soprattutto futuri – dal punto di vista turistico, da quello commerciale, ma in special modo da quello sociale.

