E’ stato presentato a Savona il progetto di copertura dei parchi carbone a Cairo. Era presente il management di Funivie Spa, con il presidente Massimo Busdraghi, l’AD Riccardo Genta, Luca Odero e Marco Bogliacino. Al tavolo anche il presidente dell’Autorità portuale Gian Luigi Miazza (AP Savona è azionista di minoranza di Funivie spa col 4%) e il presidente della Compagnia Pietro Chiesa, Tirreno Bianchi, azionista al 2%. Il presidente Miazza ha detto: ” Si tratta di un progetto estremamente innovativo, con praticamente nessun riscontro sul territorio nazionale e pochi anche in Europa. Sono particolarmente soddisfatto di poter assistere in qualità di presidente dell’ Autorità portuale, a sua volta azionista di minoranza di Funivie Spa all’avvio della costruzione dei parchi carbone coperti, avendo iniziato questo processo qualche anno fa in qualità di amministratore delegato della stessa società”.  Il progetto comprende opere che rientrano in un programma concertato tra parti istituzionali e società private e pubbliche per la ristrutturazione e la razionalizzazione dei depositi di carbone esistenti al fine sia di migliorare la qualità dell’ambiente e dell’igiene nel territorio della Valle Bormida e sia di conseguire condizioni impiantistiche di massima economicità gestionale. E’ prevista la realizzazione di strutture per la copertura e il contenimento del carbone, in modo da eseguire le operazioni di messa a deposito e di ripresa in aree confinate e protette dagli agenti atmosferici e ridurre così dispersioni di prodotto nell’ambiente esterno. Previsto inoltre un sistema di trasportatori meccanici a nastro (27), per eseguire la movimentazione, la distribuzione e la ripresa del prodotto in modo funzionale, efficiente ed economico, ottenendo anche maggiori capacità di deposito in relazione all’area occupata. Il progetto prevede la realizzazione di due magazzini indipendenti. Il primo a vasca unica alimentato con un sistema di movimentazione e di riempimento meccanico per i diversi tipi di rinfuse che verranno depositati in cumuli. La ripresa delle merci è prevista tramite utilizzo di pale meccaniche sia per il carico diretto su autotreni che per l’alimentazione di un sistema di trasportatori atti a convogliare il materiale nella stazione di carico dei vagoni. Il secondo capannone sarà utilizzato per i prodotti destinati all’adiacente stabilimento della Italiana Coke. La base d’asta per la gara di appalto con bando europeo è di 40 milioni di Euro. I tempi di realizzazione previsti sono di 36 mesi.