I pirati somali che nell’ottobre dello scorso anno sequestrarono l’equipaggio della nave “Montecristo” mentre navigava al largo del Golfo di Aden sono stati condannati in Italia. I giudici della III Corte d’assise di Roma hanno condannato a 19 anni di reclusione l’uomo ritenuto il capo della banda ed a 16 anni suoi sette complici. Per un altro il tribunale deciderà il 31 gennaio prossimo. Nei loro confronti il pm aveva sollecitato condanne a 22 e 18 anni. Nella decisione i giudici non hanno riconosciuto agli imputati – tutti detenuti in Italia – l’aggravante di aver agito per finalità di terrorismo: agli otto sono stati contestati i reati di tentato sequestro a scopo di estorsione, detenzione di armi da guerra e danneggiamento. L’assalto avvenne la mattina del dieci ottobre 2011: a bordo di un barchino calato da una nave madre, pirati somali ritenuti vicini alla frangia terroristica “Al Shabaab” abbordarono la Montecristo dopo aver esploso colpi d’arma da fuoco in direzione dell’equipaggio. Grazie ad un blitz dell’esercito britannico l’azione dei pirati finì così come era cominciata. Per un altro gruppo di pirati, autore dell’assalto alla motonave Valdarno, il 4 dicembre prossimo il gup deciderà sui patteggiamenti a 3 anni e 6 mesi per gli imputati.