La statunitense FMC rigetta l’accordo tra le giapponesi “K” Line, MOL e NYK per motivi giurisdizionali

La Federal Maritime Commission ha specificato di non avere l’autorità di esaminare e approvare fusioni

L’agenzia federale statunitense Federal Maritime Commission (FMC) ha comunicato di aver rigettato l’accordo trilaterale notificato alla fine dello scorso mese dalle società armatoriali giapponesi Kawasaki Kisen Kaisha (“K” Line), Mitsui O.S.K. Lines (MOL) e Nippon Yusen Kaisha (NYK), intesa che autorizza le tre parti ad istituire e gestire un joint service per il trasporto di carichi containerizzati sulle rotte marittime tra gli Stati Uniti e tutte le altre nazioni mondiali e ad avviare attività di cooperazione in preparazione all’attuazione del joint service.
La FMC ha precisato che la bocciatura è stata decisa per motivi giurisdizionali in quanto la normativa Shipping Act del 1984 non assegna alla Federal Maritime Commission l’autorità di esaminare e approvare fusioni. L’accordo fra le tre compagnie giapponesi, annunciato alla fine dello scorso anno, prevede la fusione delle rispettive attività nel settore del trasporto marittimo containerizzato.
«Dopo attenta considerazione – ha spiegato la FMC in una nota – la Commissione ha stabilito che le parti dell’accordo tripartito stanno attuando una fusione, una nuova entità commerciale e che tale azione è tra le tipologie di accordi escluse dall’esame della FMC». L’agenzia federale americana ha ricordato che, in assenza di questa decisione o di una richiesta di ulteriori informazioni, l’accordo sarebbe entrato in vigore il prossimo 8 maggio.
La FMC non ha specificato quale organismo governativo avrebbe il compito di esaminare la fusione progettata dalle tre compagnie giapponesi, organismo che tuttavia doverebbe essere la divisione antitrust (ATR) del Dipartimento di Giustizia americano.

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