Il 2019 dell’Interporto di Bologna: svolta verso la fornitura di servizi con un occhio a un nuovo assetto societario

«L’esercizio 2018 registra un risultato economico pari a 23,1 milioni di euro di ricavi e un utile al netto delle imposte di 853.888 euro (+31% rispetto al 2017). Lo sviluppo dell’infrastruttura interportuale ha proseguito il suo trend positivo e a fine 2018 si è arrivati al 55% di realizzazione del III Piano particolareggiato, con un numero di occupati che supera i 4.700 addetti e un traffico di mezzi di trasporto per le merci stimato in circa 4.500 camion al giorno», dichiara il presidente dell’Interporto di Bologna, Marco Spinedi. I servizi di facility management e i servizi ferroviari hanno continuato il trend di crescita. L’ulteriore sviluppo degli asset immobiliari, i servizi di hub e quelli ferroviari rappresentano gli obiettivi indicati nel Piano Strategico 2019 – 2021. In questo quadro, i prossimi tre anni sono destinati a coronare la svolta definitiva di Interporto Bologna verso la trasformazione in una società di servizi, a cui molto probabilmente corrisponderà anche il conseguimento di un nuovo assetto societario.

L’Interporto di Bologna rappresenta una delle piattaforme logistiche e intermodali più estese in Europa, con un’area recintata totale di 4.100.000 metri quadri. E’ un unicum a livello italiano che garantisce la possibilità di integrazione delle funzioni e la razionalizzazione delle fasi del trasporto e della logistica per le aziende insediate. Ad accrescere il profilo competitivo dell’interporto contribuiscono i 665.000 mq destinati all’infrastruttura ferroviaria, i 650.000 mq dedicati a magazzini e aree coperte e le 120 aziende attualmente insediate, che creano un ambiente favorevole alla nascita di iniziative sinergiche tra le stesse aziende in diversi settori, dal mercato del lavoro alla mobilità delle persone, alle attività di ricerca e sviluppo.

Dal punto di vista del posizionamento, la piattaforma logistica è situata all’incrocio di 3 corridoi europei Ten-T e 5 direttrici di traffico. Il reticolo che si sviluppa su tali direttrici, al centro del quale si colloca il nodo bolognese, configura i terminal ferroviari dell’Interporto di Bologna come un sistema di gateway “naturale”. Attraverso questo nodo, i traffici terrestri in arrivo lungo le direttrici Centro e Nord europee possono essere rilanciati verso le regioni meridionali italiane e il Mediterraneo e viceversa.Molte delle nuove aziende insediate hanno scelto Interporto Bologna per i loro magazzini di logistica proprio per la possibilità di interagire con i principali nodi intermodali e logistici dell’Europa continentale, soprattutto in Germania, Austria ed Est Europa (Polonia, Ungheria, Slovacchia, ecc.).

Per quanto riguarda le proprie attività, Interporto Bologna ha iniziato già da alcuni anni a ridisegnare il proprio posizionamento all’interno del panorama degli interporti e in generale delle piattaforme logistico-intermodali presenti in Italia secondo una nuova prospettiva. Attualmente, infatti, la Società vive una fase di profonda trasformazione: da sviluppatore immobiliare di infrastrutture logistiche e di magazzini sta diventando un operatore di servizi a valore aggiunto alle merci e alle persone che lavorano all’interno del comparto, in continuità con i principi-chiave del Piano strategico 2019 – 2021, che continuano quanto già pianificato nel triennio precedente.

 

Questo articolo ha 0 Comments

Lascia un commento