Nei primi tre mesi del 2017 il traffico containerizzato nei porti sudamericani e caraibici è cresciuto del +6,7%

Sono stati movimentati oltre 12,5 milioni di teu

Nel primo trimestre di quest’anno il traffico containerizzato movimentato dai porti dell’America Latina e dei Caraibi è aumentato del +6,7% essendo stato pari ad oltre 12,5 milioni di teu rispetto a 11,7 milioni di teu movimentati nei primi tre mesi del 2016. Lo ha reso noto la Comisión Económica para América Latina y el Caribe (CEPAL) evidenziando che nel primo trimestre del 2017 è stato rilevato un incremento a due cifre del traffico dei container movimentato da molti porti della regione, trend che rappresenta un’inversione rispetto alla flessione del -0,9% registrata nell’intero 2016 quando sono stati movimentati 47,5 milioni di teu.
Nei primi tre mesi del 2017 i più consistenti volumi di traffico containerizzato sono stati movimentati dai porti di Panama (2.083.196 teu, +12,6%) e Brasile (2.802.762 teu, +1,4%) seguiti da quelli di Messico (1.928.352 teu, +10,0%), Cile (1.012.007 teu, +10,0%), Perù (826.456 teu, +8,2%), Colombia (732.185 teu, -4,7%), Repubblica Dominicana (488.409 teu, +38,8%), Guatemala (388.889 teu, +6,9%), Ecuador (383.294 teu, -6,1%), Costa Rica (370.197 teu, +1,2%), Argentina (248.900 teu, -9,1%), Uruguay (225.127 teu, +2,7%), Honduras (222.658 teu, +7,7%), El Salvador (45.835 teu, +1,0%) e Nicaragua (40.457 teu, +22,1%).
I maggiori volumi di traffico sono stati movimentati dai porti panamensi di Colón (1.537.925 teu, +26,4%) e Balboa (1.257.567 teu, -0,6%), dal porto brasiliano di Santos (1.042.005 teu, +3,8%), dal porto messicano di Manzanillo (800.359 teu, +10,3%), dal porto peruviano di Callao (682.257 teu, +7,3%), dal porto cileno di San Antonio (558.987 teu, +2,3%) e dal porto colombiano di Cartagena (573.455 teu, -4,1%).

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